blog a cura di Edoardo Colzani
mercoledì 30 aprile 2014
ReF - Recensioni Filosofiche: Moroni, Stefano (a cura di), La città rende liberi...
ReF - Recensioni Filosofiche: Moroni, Stefano (a cura di), La città rende liberi...: Torino, IBL Libri, 2012, pp. 214, euro 22, ISBN 9788864400846. Recensione di Edoardo Colzani - 08/01/2014 "L'aria della ci...
sabato 19 aprile 2014
martedì 8 aprile 2014
Giovani per Fare: Question time con Santo Versace
Giovani per Fare: Question time con Santo Versace: Questa volta il Question time cambia formato, e il forum Giovani per Fare raggiunge direttamente l'ospite per poterlo intervistare d...
lunedì 10 marzo 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
venerdì 14 febbraio 2014
FARE a CONGRESSO per andare OLTRE FARE
Nel
ribadire la mia candidatura a membro della direzione regionale
Lombardia in appoggio di Carlo Caresana, ribadisco anche il già
manifestato sostegno alla mozione di Michele Boldrin.
Mi
candido a tal proposito delegato nazionale chiedendovi supporto
(grazie a chi mi invierà il proprio user id, ne servono 10).
Sostengo Boldrin nonostante “l'affare Tabacci”. E vi dico anche
perchè. Leggete, se avete tempo e voglia, il documento qui sotto.
Punto numero 1. Perchè ho sempre sostenuto che il progetto deve andare oltre le persone. Noi dobbiamo costruire qualcosa che non c'è ancora e che comunque deve essere destinato a durare a prescindere da chi sarà il leader.
Punto numero 2. Tabacci non mi fa impazzire neanche a me, cosa credete? Però non lo stiamo mica sposando. Tabacci resta altro rispetto a Fare. Ha deciso di dialogare con Fare e Fare, come ha già fatto con gli altri movimenti, ha deciso di avviare un confronto. Se sui punti oggetto di confronto troveremo una quadra, ben venga se saremo in due e non più da soli a sostenere la necessità di una seria riforma della pubblica amministrazione, di una completa revisione del folle sistema fiscale italiano, di una rivoluzione aperta al merito e alla competenza, di riforme istituzionale etc....
Punto numero 3. Io sono liberale, liberista e anche libertario. Ma autodefinirsi tali serve a ben poco. Bisogna fare, mettere in azione iniziative liberali, liberiste ecc....Preferisco uno che non si proclami liberista ma faccia cose liberiste piuttosto che uno che si proclami liberale, liberista ecc....ma o non ha la possibilità di dimostrare di essere tale (perché banalmente non ha consistenza numerica tale da poter aver voce nel dibattito pubblico) oppure ha la possibilità di fare le cose e le fa male tradendo la presunta vocazione liberale (un tale Berlusconi Silvio per esempio).
Punto numero 4. Guardo al futuro. Un anno di Fare è stato bellissimo. La campagna elettorale con Giannino che grida allo Stato Ladro me la porto nel cuore. Ma i tempi sono cambiati e non possiamo permetterci il lusso della nostalgia. Dobbiamo guardare avanti. Il che significa ricordarci chi siamo e da dove veniamo, preservare lo spirito originario ma guardare avanti. Ricordarci cioè perchè siamo nati e dove volevamo e ancora oggi vogliamo andare.
La risposta è che noi
siamo nati per mandare a casa una classe dirigente. La strada dei
duri e puri non ha pagato, e il sistema Italicum renderà tutto più
difficile.
Dunque, che Fare?
O mandare tutto al
diavolo e rassegnarsi a vivere in un Paese che ormai non è più
nemmeno in declino, ma è alla deriva.
O munirsi di una sana
dose di realismo, dialogare con le forze meno compromesse, mantenendo
fermi i nostri valori e punti imprescindibili, e cercare di avere
voce in capitolo e spazio per fare le nostre proposte. Questo non
significa affatto, secondo me, gettare il tutto alle ortiche.
Significa far viaggiare ancora le nostre idee su binari diversi –
avendo cura però di non andare a deragliare.
SULL'ORGANIZZAZIONE INTERNA
Ci stiamo strutturando, siamo migliorati su molti aspetti, abbiamo ancora tanto da fare. Questo non lo nego, anzi. Però do anche atto al difficile lavoro di chi a Fare si dedica anima e corpo sottraendo energie al proprio lavoro e vita.
Io farei di meglio? Mah
non lo so e proprio perchè so che si tratta di un lavoro arduo e
difficile non mi permetto di giudicare gli altri guardando dall'alto.
Certo rilevo criticità e mi auguro che col nuovo corso vengano
emendate.
venerdì 7 febbraio 2014
lunedì 3 febbraio 2014
CANDIDATURA DIREZIONE REGIONALE LOMBARDA DI FARE
VERSO IL CONGRESSO
2014
FARE SPIEGATO A UN
CITTADINO QUALUNQUE
Fare è un partito
politico fatto di gente nuova, che viene dal mondo delle
professioni e della società civile e che vuole dare il proprio
contributo in politica per poi tornare a occuparsi del proprio
lavoro, della propria quotidianità.
Fare è un partito
politico fatto di gente appassionata, che oltre al proprio tempo
ci mette anche i propri soldi. Fare è contro il finanziamento
pubblico.
Fare è un partito
politico fatto di gente onesta, che ancora crede sia possibile
dare una mano a questo paese e che si sacrifica anima e corpo per un
obiettivo.
Fare è un partito di
gente altruista. I militanti di Fare non lavorano per se stessi
ma lavorano per un'idea di paese.
Fare è un partito che
ha un programma chiaro e preciso articolato in soli 10 punti ma
che vanno dritto al cuore dei problemi di uno Stato malato come
quello italiano.
Fare è un partito che
non enuncia solo i problemi, ma che ti propone anche la
soluzione.
Fare è un partito
che, pur professandosi liberale, antepone la pragmaticità
all'ideologia.
Fare è un partito
dove conta la squadra prima ancora che il leader.
Fare è un partito che
nasce dal basso.
Fare è un partito che
si mette in gioco e che di fronte a un progetto di più ampio
respiro che consenta meglio di attuare i 10 punti sarebbe addirittura
disposto a sacrificare la propria identità in nome del progetto,
mettendosi “In cammino per cambiare”.
FARE DOPO IL CONGRESSO
2014 – LE ASPETTATIVE DI UN FATTIVO
Intanto,
che il congresso sia una sana occasione di confronto sulla linea
politica e sul progetto.
Che
si chiuda con polemiche, rimpianti, amarcord e si cominici a guardare
avanti.
Che
si tirino fuori dal cassetto i 10 punti e si dimostri come essi siano
ancora oggi più che mai attuali.
Che
si abbandoni la piazza virtuale e si scenda in quella reale.
Che
si abbandoni la sindrome del “accidenti, ce l'ho piccolo”,
smettiamola di contarci e pochi o tanti che siamo cerchiamo di
moltiplicarci. Anteponiamo in ogni caso la qualità delle idee e dei
progetti alla quantità.
Creiamo
una fitta rete di dialogo tra i vari livelli, nazionale, regionale e
locale.
Valorizziamo
le iniziative che si dimostrano di successo, rendendole un format
replicabile.
Creiamo
le condizioni per uno scambio continuo di informazioni e di
competenze tra gli aderenti.
Lanciamo
messaggi chiari a livello nazionale. Meno Stato, più Mercato.
Snellire la burocrazia. Abolire gli Ordini Professionali.
Privatizzare liberalizzando. Libertà di coscienza sulle questioni
etiche. Riforma dell'Università, Flessibilità sul mercato del
lavoro.
Lavoriamo
meticolosamente a livello locale, facciamo crescere i nostri
amministratori locali e diamo loro supporto con la formazione.
Facciamo
cultura. Intensifichiamo eventi, incontri e divulgazione.
LA
MIA CANDIDATURA ALLA DIREZIONE REGIONALE
Ho 28 anni, sono avvocato della Provincia di Lecco. Con Fare è stato
amore a prima vista. Ho aderito sin dagli esordi al manifesto,
partecipato alle primi riunioni, contribuito a costituire il Comitato
di Merate (Lc), mi sono candidato alla Camera, ho fatto con orgoglio
la campagna elettorale.
Dopo elezioni, nonostante i risultati e il momento di difficoltà
interna, talmente convinto della bontà del progetto, ho deciso che
non potevo mollare, non potevo consentire che tutto saltasse in aria.
Bisognava fare qualcosa per tenere in vita il progetto e tenere unità
la comunità dei fattivi. Ho assunto pro tempore il ruolo di
responsabile del comitato di Merate, facendo di tutto per tenere in
vita l'unico presidio rimasto sulla provincia di Lecco. Ho dato la
mia disponibilità a fare il referente provinciale su Lecco e lo sto
facendo ancora oggi con convinzione. Ho aderito con entusiasmo,
grazie al coinvolgimento di Lorena Villa e Laura Abba, al progetto
Giovani per Fare partecipando all'ideazione del primo format,
tenutosi a Milano il 7 dicembre – dove peraltro ho tenuto una
relazione dal titolo “3 proposte per l'università”.
Voglio mmetterci ancora una volta la faccia, il tempo, la passione e
le idee e lo voglio fare candidandomi a membro della direzione
regionale, in appoggio alla mozione Caresana.
Con Carlo ho condiviso la pianificazione a livello regionale degli
ultimi mesi, l'ho conosciuto e apprezzato come una persona molto
attiva e concreta. Credo oggi noi si abbia bisogno di concretezza e
di azione. Con Carlo credo si potrà portare avanti la forma
organizzativa sperimentata negli ultimi mesi che ha visto una sempre
più crescente sinergia tra regionale e provinciale e nell'ultimo
periodo un dialogo proficuo anche col nazionale. A livello nazionale
appoggio la mozione Boldrin.
Per mettersi in contatto con me o per sostenere la mia candidatura:
edoardo.colzani@gmail.com
ALCUNE
COSE DA FARE (SUBITO)
- Dare supporto ai comitati, ciascun membro DR dovrà farsi carico di monitorare una o più province dando tutto il supporto necessario ai referenti provinciali e di comitato.
- Sopperire come DR nella realizzazione di eventi nelle zone rimaste scoperte, senza comitati o con pochi volontari
- Creare una rete di risorse umane, competenze che supportino i vari comitati
- Valorizzare le manifestazioni/eventi/iniziative di ciascun comitato e proporre agli altri comitati i format vincenti
- Monitorare con l'ausilio dei comitati le politiche dei sindaci locali, declinando sul locale i 10 punti
- Ripensare nei contenuti (non sono un tecnico informatico) l'organizzazione del sito regionale
giovedì 30 gennaio 2014
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giovedì 23 gennaio 2014
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giovedì 2 gennaio 2014
lunedì 23 dicembre 2013
FARE
PER FERMARE IL DECLINO PROVINCIA DI LECCO
COMUNICATO
STAMPA INIZIATIVE TERRITORIALI FARE PER FERMARE IL DECLINO
L'esperienza
di Fare per fermare il declino non e' finita con le elezioni 2013.
Si
mettano pertanto il cuore in pace coloro i quali ci credevano finiti.
E non si illudano di vederci eternamente condannati alle percentuali
del 2013 (non ci garba l’etichetta di “liberali da salotto”).
Siamo
qui perche' crediamo che oggi come ieri, anzi piu' di ieri, sia
necessaria un cambio radicale dell'attuale classe dirigente. I 10
punti attorno ai quali abbiamo costruito la nostra proposta sono oggi
piu' che mai attuali e validi. E, vale la pena ricorsarlo, quei 10
punti non erano solo buone Intenzioni ma proposte concrete di
intervento, le potete leggere in maniera dettagliata sul nostro sito
(http://www.fermareildeclino.it/).
Ma
v'e' di piu'. Ferma restando la bontà dei 10 punti vogliamo
costruire qualcosa di più grande e andare oltre Fare. Il nuovo
contenitore si chiama IN CAMMINO PER CAMBIARE e nasce da un manifesto
comune tra FARE, PLI, LIBERALI ITALIANI, PARTITO FEDERALISTA EUROPEO,
UNITI VERSO NORD, PROGETT'AZIONE. Si tratta di una aggregazione di
movimenti che sta da tempo dialogando (ed è aperta al dialogo con
altri soggetti) intorno a una comune piattaforma programmatica
che riprende sviluppa ed amplia anche i 10 punti di FARE
(http://www.incamminopercambiare.it).
Il
progetto è stato presentato il 14 dicembre a Roma: l’obiettivo
dichiarato è la costruzione del 'Partito che non c'è'. In Italia
c'è assoluto bisogno di questo partito: un grande partito del
cambiamento, propositivo e non solamente critico, che sia alternativo
alla classe dirigente che ha condotto l'Italia al declino, etico,
pragmatico, basato su programmi concreti e credibili.
Dunque
il nostro progetto c'e' ed e' aperto al contributo di tutti coloro
vogliano metterci del tempo e delle idee.
Parlo
a nome di Fare, di cui sono il coordinatore pro tempore per la
Provincia di Lecco, lanciando un appello a tutte le persone di buona
volontà, che concepiscano la politica come un sano “hobby” (non
una professione!), che siano stanchi di vivere in un sistema
gerontocratico e poco meritocratico, che vogliano dalla politica una
risposta concreta ai problemi quotidiani e che vogliano dire basta a
politiche statali forsennate in materia di tassazione.
L’opportunità
che vi voglio dare è quella di mettervi in gioco, di dare un apporto
di idee, di segnalarci i problemi locali, di monitorare gli sprechi
sul territorio, di discutere con passione di politica.
Negli
ultimi mesi Fare ha lanciato almeno due messaggi importanti, che
vorrei qui ribadire:
1)
BASTA SPRECHI DI STATO: per esprimere il nostro fermo dissenso per
come lo stato amministra, gestisce e, purtroppo, sperpera i soldi che
noi guadagniamo attraverso il nostro lavoro.
2)
NON PIU’ IN ALTO DEL COLLE: una campagna di iniziativa popolare per
una proposta semplice e significativa: stabilire per legge che nessun
dipendente pubblico possa guadagnare più del Presidente della
Repubblica e destinare i risparmi a riduzione delle tasse su lavoro e
reddito.
Mi
rivolgo in special modo ai giovani ma non solo. Cambiare questo paese
si può, se lo facciamo tutti assieme. In questo senso l’appello è
rivolto a tutte le forze della società civile che abbiano voglia di
darsi da FARE.
Al
riguardo invito gli interessati a scrivere
a:faremeratelecco@googlegroups.com
Veniteci
a trovare su facebook: https://www.facebook.com/meratefid/info
e su meetup:
http://www.meetup.com/Fare-per-Fermare-il-Declino-Provincia-di-Lecco/
Con
l’occasione auguro a tutti un buon 2014.
Edoardo
Colzani - referente per la provincia di Lecco di FARE
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