blog a cura di Edoardo Colzani
Visualizzazione post con etichetta REFENDUM; COSTITUZIONE; SI; RENZI BOSCHI; CENTRODESTRA. Mostra tutti i post
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domenica 20 novembre 2016
domenica 6 novembre 2016
sabato 8 ottobre 2016
Referendum....dov'è l'informazione?
Il 04 dicembre si vota per il Referendum e mi rendo conto di quanta confusione ci sia sul tema.
Mi chiedo come si possa pretendere che la gente si esprima su un testo così importante quale la carta fondamentale, senza essere messa nelle condizioni di comprendere effettivamente la portata delle modifiche su cui si chiede di votare.
Qualunque posizione, favorevole o sfavorevole, è legittima purchè sia una posizione consapevole e non per partito preso.
Ho già avuto modo di esprimere per esempio le mie ragione a favore, peraltro in dissonanza con quanto pensa la classe politica di centrodestra che è la mia area di riferimento.
Con estrema onestà intellettuale, riconosco però le pecche di questa riforma. E la prima considerazione è di natura tecnica, la faccio in quanto giurista. Il testo della nuova costituzione è proprio scritto male, estremamente burocratico, complesso. Se la Costituzione deve essere il testo di tutti beh....sfido il quivis de populo a capirla.
Ma del resto il processo costituente, quello che ha portato alla Costituzione entrata in vigore il 01 gennaio 1948 è stato un processo totalmente diverso. Non solo per la nobiltà del dibattito - un dibattito incentrato su alti valori - ma anche proprio per l'attenzione alla forma: la costituzione fu sottoposta a linguisti proprio per accertarsi che fosse comprensibile da tutti.
La Costituzione Renziana, tra i pregi che ho già avuto modo altrove di illustrare, ha certo almeno due difetti:
1) manca la condivisione;
2) mancano i valori, essendo ispirato essenzialmente da pragmatismo (di fatto la nuova Costituzione è animata dalla battaglia sui costi della politica, sulla riduzione dei parlamentari e degli enti inutili....tutte cose buone certo, ma sicuramente siamo ben lontani da una discussione articolata e approfondita sulla forma di stato, sull'idea di società ecc...).
Detto questo, io voto sì perchè meglio l'uovo oggi che la gallina domani. Eppure comprendo benissimo le perplessità di chi dice no.
Così come capisco chi si asterrà perchè non c'ha capito nulla, Ma - e ritorno al titolo del post - che fine ha fatto l'informazione?
Mi chiedo come si possa pretendere che la gente si esprima su un testo così importante quale la carta fondamentale, senza essere messa nelle condizioni di comprendere effettivamente la portata delle modifiche su cui si chiede di votare.
Qualunque posizione, favorevole o sfavorevole, è legittima purchè sia una posizione consapevole e non per partito preso.
Ho già avuto modo di esprimere per esempio le mie ragione a favore, peraltro in dissonanza con quanto pensa la classe politica di centrodestra che è la mia area di riferimento.
Con estrema onestà intellettuale, riconosco però le pecche di questa riforma. E la prima considerazione è di natura tecnica, la faccio in quanto giurista. Il testo della nuova costituzione è proprio scritto male, estremamente burocratico, complesso. Se la Costituzione deve essere il testo di tutti beh....sfido il quivis de populo a capirla.Ma del resto il processo costituente, quello che ha portato alla Costituzione entrata in vigore il 01 gennaio 1948 è stato un processo totalmente diverso. Non solo per la nobiltà del dibattito - un dibattito incentrato su alti valori - ma anche proprio per l'attenzione alla forma: la costituzione fu sottoposta a linguisti proprio per accertarsi che fosse comprensibile da tutti.
La Costituzione Renziana, tra i pregi che ho già avuto modo altrove di illustrare, ha certo almeno due difetti:
1) manca la condivisione;
2) mancano i valori, essendo ispirato essenzialmente da pragmatismo (di fatto la nuova Costituzione è animata dalla battaglia sui costi della politica, sulla riduzione dei parlamentari e degli enti inutili....tutte cose buone certo, ma sicuramente siamo ben lontani da una discussione articolata e approfondita sulla forma di stato, sull'idea di società ecc...).
Detto questo, io voto sì perchè meglio l'uovo oggi che la gallina domani. Eppure comprendo benissimo le perplessità di chi dice no.
Così come capisco chi si asterrà perchè non c'ha capito nulla, Ma - e ritorno al titolo del post - che fine ha fatto l'informazione?
sabato 3 settembre 2016
Modifiche alla Costituzione
Oggi sono andato a sentire la Boschi sulle ragioni del SI al referendum. Da liberale, pur simpatizzando per il progetto di Stefano Parisi per rinnovare il centrodestra, voterò favorevolmente al referendum perchè sono convinto che è meglio l'uovo oggi che la gallina domani. E' da anni che si parla di riformare la carta costituzionale ma di bicamerale in bicamerale si rimanda sempre. Questa riforma potrà avere vari difetti, nessuno lo discute. Ma è un inizio per superare il bicameralismo, ridurre il numero dei parlamentari, riordinare alcune competenze oggi concorrenti tra Stato e Regioni, abolire finalmente un ente inutile come il CNEL. Si poteva fare di più? Certo. Si poteva fare di meglio? Sicuramente. Ma da qualche parte si dovrà pur cominciare e la perfezione non esiste. E la prima parte della Costituzione, quella che contiene i principi fondamentale, non è stata toccata. #votosi#bastaunsi #referendum #costituzionesabato 13 agosto 2016
Io dico (e voto) SI!
Anche se il centrodestra e il mondo liberale sembra compatto per il no, io al referendum costituzionale voterò Sì. Non mi interessa trasformare il quesito refendario in un quesito pro o contro Renzi. Credo che se una riforma è utile vada approvata, provenga essa da destra o sinistra.
Non sono tra quelli che "la Costituzione non si tocca", "la nostra è la costituzione più bella del mondo". Sono realista e pragmatico. La nostra sarà pur stata una bella costituzione, non metto in dubbio che essa è stata il frutto di un ampio dibattito, che essa rispecchia certi nobili principi e valori e soprattutto che fu concepita a seguito dell'esperienza fascista con le sue degenerazioni.
Ma i tempi sono cambiati e la Costituzione italiana non regge più alla prova dei fatti. Il Bicameralismo va sorpassato. Fosse per me avrei addirittura abolito completamente il Senato, ma questo è comunque un primo passo avanti. Attenzione, non voglio essere frainteso. Abolire il Senato non vuol dire rinnegare una storia, disprezzare una istituzione. Significa solo avere il coraggio di un grande cambiamento nell'ottica di maggior semplificazione, snellimento delle procedure, chiarezza verso i cittadini.
Altro errore che si fa nel dibattito sul referendum è quello di mischiare erroneamente la riforma costituzionale con la riforma della legge elettorale. Sono due piani separati. Al referendum non saremo chiamati ad esprimerci anche sulla legge elettorale che resta di competenza esclusivamente del Parlamento e sulla quale eventualmente il Parlamento potrà tornare a pronunciarsi, magari per delle modifiche.
Pur apprezzando la mediazione di Parisi in ordine a una assemblea costituente da istituirsi in caso di vittoria del no, credo che l'occasione per il cambiamento almeno a questo giro non vada sprecata. Questa riforma costituzionale non sarà certo perfetta ma se continuiamo a rimandare non cambieremo mai. Peccato che il mondo attorno a noi cambia velocemente, mentre noi abbiamo ancora un assetto istituzionale non adatto alle trasformazioni già in atto...
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