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domenica 1 settembre 2019

la formazione del Nuovo Governo

Ancora una volta ci troviamo come Paese in una situazione di stallo. Ennesimo cambio di gverno in corso di legislatura. Pazzesco questo Paese: non si riesce mai ad eleggere un governo che duri 5 anni.

Tecnicamente si elegge il Parlamento, è vero. Però questa cosa ci sta sfuggendo un po' di mano. Se eleggo un Parlamento - come è accaduto - a trazione sovranista (Lega e 5 Stelle), e se poi le successive competizioni elettorali (comunali, europee ecc...) tracciano un chiaro sentimento del paese, sempre più orientato a destra....come è possibile accettare un governo giallo-rosso?

Il Pd è il partito che esprime una politica di senso totalmente opposto rispetto a quello che è il sentimento oggi maggiormente diffuso nel paese (meno tasse, meno burocrazia, più sicurezza).
Sta bene la democrazia parlamentare ma a tutto c'è un limite io credo.

Sono perfettamente d'accordo che non si può pretendere di votare ogni anno per verificare che il sentimento del Paese corrisponda alla maggioranza in Parlamento.

Ma qui, capite bene, la situazione è particolare.

La soluzione per evitare tutto ciò è una seria riforma delle istituzioni in senso presidenzialista.

Unica nota positiva nell'attuale vicenda è la riconferma a Presidente del Consiglio di Giuseppe Conte, un uomo all'altezza del ruolo, che rispetta le istituzioni e che si sa muovere anche nel contesto internazionale difendendo l'interesse dell'Italia.

venerdì 30 gennaio 2015

Giovani Liberali per Milano cercasi

E’ convocata una riunione costitutiva e organizzativa della Gioventù Liberale Milano per il giorno 06 febbraio 2015 ore 16.00 e ss, in Milano, via Cesalpino n, 60 (fermata Gorla, linea rossa metropolitana), presso i locali di Italia Rinasce.
Invito a partecipare tutti i giovani lombardi iscritti al partito, con preghiera di estendere l’invito a tutti gli amici e conoscenti che vogliano concretamente impegnarsi sul territorio per la promozione e diffusione dei valori e della cultura liberale.
Edoardo Colzani – coordinatore GLI LOMBARDIA
Per info & contatti: glilombardia@libero.it
avv. Edoardo Colzani (Ph.D.)
tel. 340/2984829

giovedì 1 agosto 2013

ieri sera consiglio comunale. IMU voto contrario, IRPEF astensione, TARES astensione, bilancio preventivo voto contrario. Il problema è che lo Stato sta mortificando l'attività degli amministratori locali, prorogando fino a ottobre la scadenza del bilancio di previsione (svuotandolo di contenuti), trasformandoli in esattori fiscali per conto dello Stato e lasciandoli in uno stato di perdurante incertezza (Imu o non Imu?)

sabato 6 aprile 2013

la gaffe del saggio Onida

Vittima o meno di uno scherzo (di pessimo gusto?) da parte del programma radiofonico La Zanzara, fatto sta che le sue parole contengono ahinoi una triste verità.

L'Italia ancora una volta si dimostra un Paese debole, incapace di esprimere una maggioranza chiara di governo.

Bersani si è rivelato un non leader, incapace di prendere le redini di un Paese alla deriva.

La credibilità così difficilmente riconquistata grazie a Mario Monti, è persa a un mese circa di distanza dall'ultima tornata elettorale. Certo, colpa anche di Monti che ha deciso di "salire" in politica, perdendo così un ruolo super partes che tranquillizzava l'Europa e che gli avrebbe consentito con buone probabilità di prendere il posto di Giorgio Napolitano.

Invece oggi ci troviamo con un Monti in carica che però non ha più la stessa forza e autorevolezza di prima, oltre per la sua salita/discesa in politica anche per la imperdonabile gaffe sulla vicenda dei Marò (ma anche qui parlare di gaffe è un eufemismo)....con un Napolitano che a breve lascerà il suo posto ma non si sa a chi....e con un gruppetto di saggi che cercherà di tranquillizzare l'Europa e i Mercati, provando a fare in 10 giorni quello che la nostra classe politica non è riuscita a fare in anni....

L'emergenza italiana, tanto per cambiare, resta la legge elettorale...
Dei problemi veri (le imprese in crisi, i fondi alla ricerca, il lavoro ai giovani, la burocrazia opprimente, l'imposizione fiscale oltre i limiti) forse chissà se ne occuperanno al prossimo giro i "Dotti" che sostituiranno i "saggi" che hanno sostituito i "tecnici" che hanno sostituito i "politici".

domenica 9 dicembre 2012

Il sogno di un Paese credibile che svanisce....

e così Monti si dimette. D'ora in poi torneremo ad essere sotto l'occhio vigile dell'Europa - sia che vinca Bersani sia che ahinoi vinca Berlusconi non vedo via d'uscita per l'Italia....ma ognuno ha i politici che si merita....

domenica 23 settembre 2012

Amministrare un Comune ai tempi del Patto di Stupidità

"Amministrare significa svolgere un lavoro bellissimo ma è impossibile compiere un percorso netto: gli ostacoli sono presenti a ogni incrocio. I sindaci però sono quelli che quotidianamente risolvono i problemi. Prendendosi pure gli insulti se piove troppo. Sono loro la vera anticasta e non i tecnici con le loro dichiarazioni dei redditi milionarie. Sono loro che stanno in prima fila a prendersi il fango. Sono loro che si trovano sul campo di battaglia da soli: i partiti sono un'invenzione dei media, nessuno che dia una mano davvero"

MATTEO RENZI, Stil novo. La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter

martedì 31 luglio 2012

spending review in Senato - alcune considerazioni


alcune rapide considerazioni su alcuni dei provvedimenti oggi all'attenzione del Senato...

Slitta aumento Iva: che dire, meno male!
Esodati, altri 55mila in pensione: chissà se ora i conti tornano!
Tagli acquisti P.A. - Organici P.A. - Affitti uffici P.A. - Consip - Ministeri: si può fare di più!
Prefetture: bene accorpamenti e risparmi
Auto blu: spesa ridotta del 50%? si può fare di più!
Studenti fuoricorso: non è giusto penalizzare indiscriminatamente ma non è nemmeno giusto che l'università diventi il parcheggio degli indecisi. io stabilirei una serie di criteri improntati al merito (es. media e numero esami sostenuti) per valutare e differenziare le situazioni dei fuoricorso
Riordino province: ma quale riordino? soppressione, please!
Aumenti rette, al riparo solo universitari a reddito basso: da qualche parte i soldi le università dovranno pure prenderli....mi astengo dal commentare
Farmaci di marca: una riforma a metà, come tante in Italia. fatta la legge, trovato l'inganno. i medici potranno comunque continuare a indicare il farmaco "di marca" dietro adeguata motivazione
Fondi a comuni e province: ok ma il problema resta il Patto di stabilità interno, meccanismo da ripensare

sabato 23 giugno 2012

Big Bang Italia, Matteo Renzi, riunione degli amministratori locali a Firenze


Aderisco con entusiasmo all'iniziativa di Matteo Renzi e colgo l'invito di non limitarci a dei cahiers de doléances ma portare un'ondata di positività. Sono consigliere comunale di Barzanò, 5000 abitanti in provincia di Lecco. Siamo (io e la lista civica di cui faccio orgogliosamente parte) in amministrazione da un anno ormai. Grandi opere non ne potremo fare, in compenso abbiamo mantenuto quella bizzarra promessa con cui abbiamo vinto le elezioni “Non faremo niente”. Non fraintendetemi, in realtà stiamo facendo e, nei limiti del possibile e dei vincoli di bilancio, stiamo facendo anche tanto. Non faremo niente significa che non illuderemo i cittadini con sogni irrealizzabili, faremo quello che ci è consentito fare con realismo, ottimizzando le risorse, evitando gli sprechi, cercando di mettere amore e cura anche nei piccoli interventi quotidiani (manutenzioni, riparazioni ecc...). Significa anche che ogni volta che dobbiamo prendere una decisione difficile, dolorosa (penso alla recente scelta in materia di IMU e introduzione dell'addizionale comunale) scendiamo in piazza, andiamo nelle frazioni e ci confrontiamo coi cittadini, i quali ad oggi stanno apprezzando il nostro modo di fare e concepire la politica. E questo è per chi amministra la massima gioia, da questo l'Amministrazione trae la sua forza per continuare la propria azione, nonostante tutti i vincoli di legge e gli oneri che pesano sui Comuni. Lo spirito della politica locale deve pervadere anche la politica nazionale. Occorre un ricambio generazionale, culturale. Occorre che lo spirito del volontariato che anima gli amministratori locali sia lo stesso anche dei politici nazionali. 

martedì 12 giugno 2012

Ripensare il Patto di Stabilità e favorire la crescita


Già un anno è passato da quando la lista civica di cui faccio parte (oggi come capogruppo consiliare di maggioranza) ha vinto le elezioni. Una lista giovane, di volti nuovi, con tante e variegate competenze ma soprattutto con tantissima voglia di fare. Abbiamo vinto contro ogni aspettativa e ci siamo trovati dinnanzi all'impresa più bella ma al contempo difficile: amministrare. E amministrare al giorno d'oggi, significa anzitutto fare i conti con il "famigerato" patto di stabilità, capirne i meccanismi e sforzarsi di rispettarli (e soprattutto, la sfida più importante per un amministratore, farli comprendere e accettare anche ai propri concittadini i quali reclamano interventi sul territorio e servizi).
Fare i conti con il Patto di stabilità, non è certo cosa da poco – lo sanno bene tutti gli amministratori locali (e devo dire che lo stanno capendo pian piano anche i cittadini, ormai sempre più solidali con i loro amministratori impotenti di fronte ai meccanismi del patto). Eppure credo sia troppo semplice (nonchè ingeneroso) demonizzare in assoluto il Patto di Stabilità. Come sempre, occorre analizzare e ponderare. 
Intanto, è apprezzabile e condivisibile la finalità del patto di stabilità: garantire la convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti, e condivisi a livello europeo in seno al Patto di stabilità e crescita e specificamente nel trattato di Maastricht. La ratio è quella di ottimizzare l'utilizzo di risorse pubbliche ed evitare gli sprechi: a tale proposito vengono previste sanzioni per gli enti territoriali che non rispettano I vincoli del patto. Il Patto di Stabilità e Crescita ha fissato dunque i confini in termini di programmazione, risultati e azioni di risanamento all'interno dei quali i Paesi membri possono muoversi autonomamente: a tale proposito ciascuno dei Paesi membri della UE ha implementato internamente il Patto di Stabilità e Crescita seguendo criteri e regole proprie, in accordo con la normativa interna inerente la gestione delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo (Patto di stabilità Interno).
I vincoli del Patto oggi, tuttavia, sono troppo cogenti e penalizzano anche quei Comuni che gestiscono senza sprechi (o quantomeno cercando di limitarli il più possibile) le proprie risorse. Solo a titolo esemplificativo, da una recente indagine Ifel (della quale ha dato conto il Sole 24 ore) risulterebbe che tra il 2007 e il 2011 il Patto di Stabilità avrebbe lasciato inalterati I livelli di spesa corrente, abbattendo del 33% il tasso medio di investimenti locali,
L'eccessivo rigore per mettere in salvo i conti pubblici rischia di frenare la crescita. L'appello più volte reiterato dei Comuni a riprensare e rimodulare i vincoli del patto di stabilità non deve essere lasciato cadere nel vuoto.

lunedì 9 aprile 2012

Mala tempora currunt...

Troppo facile gridare semplicemente allo scandalo per i tristi episodi che puntualmente le cronache ci sottopongono e che riguardano la sciagurata gestione della cosa pubblica da parte dei partiti. Troppo facile inveire contro il potente di turno, lamentare che nessuno ci rappresenta e concludere con la solita generalizzazione per cui sono tutti ladri. La questione è seria e complessa.
Intanto, non sono tutti ladri, per fortuna c'è ancora gente che - mi riferisco in particolare ai tanti e volonterosi amministratori locali e alla base dei partiti, costituita da volenterosi militanti - la politica la fa perchè ci crede, e dedica tempo e passione al bene comune.
Poi perchè il mal costume che viene riportato dalle cronache implica un discorso più approfondito sulla politica, sui partiti, ma anche un più generale discorso sulla società e i suoi valori.
Tra i tanti spunti di riflessione che la vicenda leghista ci offre, uno in particolare mi ha colpito, ossia la mercificazione del titolo di studio. Le lauree si comprano, non si guadagnano mica con lo studio...cosa credevate? La laurea è un pezzo di carta da appendere su una parete, è il pezzo di carta che legittima l'essere chiamati dottore. Nulla di più. La laurea è una merce.
A questi indecenti livelli siamo giunti. Ahi, serva Italia......