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domenica 5 maggio 2013

CONGRESSI DI FARE

In queste settimane si stanno svolgendo i congressi di FARE per FERMARE IL DECLINO.
Il movimento, originariamente guidato dal giornalista economico OSCAR GIANNINO, per la prima volta dalla sua fondazione (luglio 2012 i dieci punti di fermare il declino, fine 2012/inizio 2013 la nascita di Fare) va a congresso nel tentativo di darsi una struttura e un'organizzazione che prima, a causa delle strette tempistiche elettorali, non s'era potuta dare.

I congressi dovranno rappresentare una rinascita per Fare che ha dovuto fare i conti con un pessimo risultato elettorale, determinato da un grave incidente di percorso, rappresentato dalla bugia di Oscar sui suoi inesistenti titoli di studio. Una bugia imperdonabile, va ammesso, soprattutto per un partito che predicava meritocrazie e trasparenza.
A me che Giannino non abbia la laurea sinceramente poco importa. Anzi, apprezzo ancor di più le idee e la lucidità intellettuale di Giannino ora che so che è un autodidatta. Quello che fatico a perdonargli è che abbia mentito agli elettori. In questo ho sempre difeso la reazione di Luigi Zingales e la sua libertà e onestà intellettuale.

In ogni caso non credo Giannino sia un arto da amputare. Credo resti comunque il Padre Nobile di Fare e il collante del movimento. Rispetto a ciò a cui ci hanno abituato i politici di casa nostra, quella di Oscar è stata una piccolezza. In ogni caso Oscar ha pagato, sta pagando e in questo ha dimostrato coerenza con  il principio liberale per cui chi sbaglia paga e si assume le proprie responsabilità.

Ma i congressi dovranno segnare la nascita di un partito nuovo (non di un nuovo partito), che sappia andare oltre lo scandalo Giannino e aggregare le altre forze liberali sul campo.

In attesa del Congresso nazionale mi limito a formulare l'augurio a FARE e ai suoi elettori e sostenitori di una fase nuova, che permetta di ripartire con spirito rigenerato e un leader carismatico e una piattaforma di contenuti che rafforzi e sviluppi le idee già contenute nei 10 punti del manifesto di luglio 2012.

sabato 6 aprile 2013

la gaffe del saggio Onida

Vittima o meno di uno scherzo (di pessimo gusto?) da parte del programma radiofonico La Zanzara, fatto sta che le sue parole contengono ahinoi una triste verità.

L'Italia ancora una volta si dimostra un Paese debole, incapace di esprimere una maggioranza chiara di governo.

Bersani si è rivelato un non leader, incapace di prendere le redini di un Paese alla deriva.

La credibilità così difficilmente riconquistata grazie a Mario Monti, è persa a un mese circa di distanza dall'ultima tornata elettorale. Certo, colpa anche di Monti che ha deciso di "salire" in politica, perdendo così un ruolo super partes che tranquillizzava l'Europa e che gli avrebbe consentito con buone probabilità di prendere il posto di Giorgio Napolitano.

Invece oggi ci troviamo con un Monti in carica che però non ha più la stessa forza e autorevolezza di prima, oltre per la sua salita/discesa in politica anche per la imperdonabile gaffe sulla vicenda dei Marò (ma anche qui parlare di gaffe è un eufemismo)....con un Napolitano che a breve lascerà il suo posto ma non si sa a chi....e con un gruppetto di saggi che cercherà di tranquillizzare l'Europa e i Mercati, provando a fare in 10 giorni quello che la nostra classe politica non è riuscita a fare in anni....

L'emergenza italiana, tanto per cambiare, resta la legge elettorale...
Dei problemi veri (le imprese in crisi, i fondi alla ricerca, il lavoro ai giovani, la burocrazia opprimente, l'imposizione fiscale oltre i limiti) forse chissà se ne occuperanno al prossimo giro i "Dotti" che sostituiranno i "saggi" che hanno sostituito i "tecnici" che hanno sostituito i "politici".

martedì 12 marzo 2013

L'unica ricetta per uscire dalla crisi....


I 10 interventi per la crescita di Fare per Fermare il declino



1 Ridurre l'ammontare del debito pubblico. E' possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse.
2 Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell'arco di 5 anni. La spending review deve costituire il primo passo di un ripensamento complessivo della spesa, a partire dai costi della casta politico-burocratica e dai sussidi alle imprese (inclusi gli organi di informazione). Ripensare in modo organico le grandi voci di spesa, quali sanità e istruzione, introducendo meccanismi competitivi all’interno di quei settori. Riformare il sistema pensionistico per garantire vera equità inter—e intra—generazionale.
3 Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro e d'impresa. Semplificare il sistema tributario e combattere l'evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte.
4 Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali quali, a titolo di esempio: trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, servizi professionali e banche (inclusi gli assetti proprietari). Privatizzare le imprese pubbliche con modalità e obiettivi pro-concorrenziali nei rispettivi settori. Inserire nella Costituzione il principio della concorrenza come metodo di funzionamento del sistema economico, contro privilegi e monopoli d'ogni sorta. Privatizzare la RAI, abolire canone e tetto pubblicitario, eliminare il duopolio imperfetto su cui il settore si regge favorendo la concorrenza. Affidare i servizi pubblici, incluso quello radiotelevisivo, tramite gara fra imprese concorrenti.
5 Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. Tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell'impresa in cui lavoravano, devono godere di un sussidio di disoccupazione e di strumenti di formazione che permettano e incentivino la ricerca di un nuovo posto di lavoro quando necessario, scoraggiando altresì la cultura della dipendenza dallo Stato. Il pubblico impiego deve essere governato dalle stesse norme che sovrintendono al lavoro privato introducendo maggiore flessibilità sia del rapporto di lavoro che in costanza del rapporto di lavoro.
6 Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d'interesse. Imporre effettiva trasparenza e pubblica verificabilità dei redditi, patrimoni e interessi economici di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche elettive. Instaurare meccanismi premianti per chi denuncia reati di corruzione. Vanno allontanati dalla gestione di enti pubblici e di imprese quotate gli amministratori che hanno subito condanne penali per reati economici o corruttivi.
7 Far funzionare la giustizia. Riformare il codice di procedura e la carriera dei magistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamento basato sulla performance; no agli avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità. Introdurre e sviluppare forme di specializzazione che siano in grado di far crescere l'efficienza e la prevedibilità delle decisioni. Difendere l'indipendenza di tutta la magistratura, sia inquirente che giudicante. Assicurare la terzietà dei procedimenti disciplinari a carico dei magistrati. Gestione professionale dei tribunali generalizzando i modelli adottati in alcuni di essi. Assicurare la certezza della pena da scontare in un sistema carcerario umanizzato.
8 Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne, oggi in gran parte esclusi dal mercato del lavoro e dagli ambiti più rilevanti del potere economico e politico. Non esiste una singola misura in grado di farci raggiungere questo obiettivo; occorre agire per eliminare il dualismo occupazionale, scoraggiare la discriminazione di età e sesso nel mondo del lavoro, offrire strumenti di assicurazione contro la disoccupazione, facilitare la creazione di nuove imprese, permettere effettiva mobilità meritocratica in ogni settore dell’economia e della società e, finalmente, rifondare il sistema educativo.
9 Ridare alla scuola e all'università il ruolo, perso da tempo, di volani dell'emancipazione socio-economica delle nuove generazioni. Non si tratta di spendere di meno, occorre anzi trovare le risorse per spendere di più in educazione e ricerca. Però, prima di aggiungere benzina nel motore di una macchina che non funziona, occorre farla funzionare bene. Questo significa spendere meglio e più efficacemente le risorse già disponibili. Vanno pertanto introdotti cambiamenti sistemici: la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.Va abolito il valore legale del titolo di studio.
10 Introdurre il vero federalismo con l'attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo. Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio rendendoli responsabili, di fronte ai propri elettori, delle scelte compiute. Totale trasparenza dei bilanci delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate da enti pubblici con l'obbligo della loro pubblicazione sui rispettivi siti Internet. La stessa "questione meridionale" va affrontata in questo contesto, abbandonando la dannosa e fallimentare politica di sussidi seguita nell'ultimo mezzo secolo.

    domenica 17 febbraio 2013

    ELEZIONI 2013


    manca ormai pochissimo alle elezioni. Abbiamo tra le mani una grandissima possibilità. Rinnovare la macchina statale, mandare a casa una classe dirigente che ha fallito e ci ha portato il declino. Non facciamocela scappare ancora. Non lasciamoci ricattare dalla logica del voto utile. Ma quale voto più utile di quello che ci permetterà di mandare a casa quei "cialtroni" (cit. Mario Monti) che fino a ieri ci hanno fatto tante promesse e non ne hanno realizzata neanche una? Oggi il voto utile (rectius il voto intelligente) non è per il Pd nè per il Pdl. E' per le forze politiche nuove, trasparenti, concrete e propositive. FERMARE IL DECLINO è una di queste forze.

    domenica 13 gennaio 2013

    conclusa la raccolta firme per FERMARE IL DECLINO

    Con oggi possiamo ritenere chiusa la raccolta firme nel Meratese per la presentazione delle liste elettorali alle politiche e regionali. Grande affluenza ed entusiasmo della gente venuta a sottoscrivere che - nonostante i sondaggi - fanno sperare in una reale possibilità di cambiare...quantomeno portando in Parlamento una pattuglia di rompicoglioni per dire ogni giorno GIU' LE MANI DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI!

    lunedì 31 dicembre 2012

    I candidati Lecchesi per Fermare il declino

    Per quanto riguarda la Regione, nel Lecchese la lista di Fare per fermare il declino candida Francesca Fiori Galli 40 anni di Lecco, Carlo Piazza 20 anni di Lecco, Ilaria Bottazini 21 anni di Merate. 

    Alle politiche, dove Giannino si candiderà come aspirante premier e capolista anche nella circoscrizione Lombardia 2 

    per la Camera dei Deputati:  Guido Alberti, 54 anni, Giandomenico Beri, 53 anni, Dante Calzolari, 66 anni, Edoardo Colzani, 27 anni, Alberto D'Alto, 38 anni, Ileana Della Matera, 56 anni, Diego Galbiati, 39 anni, Pietro Galli, 41 anni, Lorenzo Perego, 45 anni, Marco Riva, 39 anni. 

    per il Senato della Repubblica  i candidati saranno Marco Guglielmo Bottazzini, 51 anni, Sergio Gianola, 44 anni, Fabio Di Paco, 59 anni, e Virgilio Sala 65 anni.

    domenica 30 dicembre 2012

    Elezioni Politiche 2013


    alle prossime elezioni correrà un nuovo movimento, composto da gente nuova, onesta, con voglia di fare. Si chiama FARE per FERMARE IL DECLINO e ha tra i suoi promotori Oscar Giannino. Io ho aderito al manifesto e ho dato la mia disponibilità a candidarmi nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei Deputati.

    La mia candidatura è stata accettata e pertanto il mio nome comparirà tra i candidati della Circoscrizione 2 Lombardia (Bergamo Brescia Como Sondrio Varese Lecco).

    Per chi volesse approfondire le tesi del movimento rimando al sito www.fermareildeclino.it
    Di seguito in estrema sintesi i 10 punti del manifesto


    1 Ridurre l'ammontare del debito pubblico


    2 Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell'arco di 5 anni

    3 Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni,

    4 Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali

    5 Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti

    6 Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d'interesse

    7 Far funzionare la giustizia

    8 Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne

    9 Ridare alla scuola e all'università il ruolo, perso da tempo, di volani dell'emancipazione socio-economica delle nuove generazioni

    10 Introdurre il vero federalismo con l'attribuzione di ruoli 
    chiari e coerenti ai diversi livelli di governo

    sabato 15 dicembre 2012

    il Zingales pensiero (che condivido e sottoscrivo)


    E’ la meritocrazia che permette a un povero pastorello di diventare il più grande pittore del suo tempo, mentre senza c’e’ posto solo per i figli di papà.

    Se l’Italia non cresce, se è a rischio di default, è perché è stata fin qui governata dai peggiori. Non i mediocri: i peggiori. Il clientelismo politico e l’economia sommersa hanno trasformato il nostro Paese in una peggiocrazia.

    «Non dare da mangiare agli animali selvatici». Il motivo è che gli animali perderebbero la capacità di andare in cerca del cibo, mettendo così a repentaglio la loro sopravvivenza nell’ambiente naturale.

    http://www.fermareildeclino.it/articolo/italia-prigioniera

    martedì 27 novembre 2012

    Lettera a un elettore (non ancora?) perduto



    A te che hai sempre creduto di essere troppo capace, intelligente e onesto per fare politica e dunque hai lasciato che ci governassero gli incapaci, gli stupidi e i disonesti;
     
    A te che sei convinto che tanto il tuo voto non conta nulla e che questa volta proprio non ci vai a votare il meno peggio,che poi vai a capire quanto è meno e quanto è peggio;
     
    A te che vorresti radere al suolo tutto, ma solo se c’è  un progetto credibile per ricostruire poi;
     
    A te che dalla vecchia politica non hai ricevuto niente a parte un conto salato da pagare e una serie di macerie su cui non cresce più neanche l’erba;
    A te che hai finito i voti di protesta perché delle tue proteste i politici di mestiere se la ridono allegramente;
     
    A te è indirizzato questo invito ad aderire a  un partito che (ancora) non c’è.
     
    Non c’è il partito, ma c’è gente stanca dei partiti, che non fa politica per mestiere e che ha un mestiere senza debiti verso la politica; 
     
    Gente che crede occorra  costruire un’alternativa politica,prima di demolire la casta dei vecchi pariti;
     
    Gente che crede che il declino del nostro paese si può arrestare,se quelli che finora erano troppo occupati a lavorare, trovano un po’ di tempo per occuparsi la cosa pubblica;
     
    Gente che non ha un padrone, né un partito-che.viene.prima- delle_ persone,ma che è accomunata solo da idee e valori  condivisi, gente che per quei valori e quelle idee è disposta a mettere la faccia e che su quei valori e quelle idee non è disposta  a scendere a compromessi.
     
    C’è la gente dunque e ci sono le idee,c’è la rottura con chi è responsabile del disastro e c’è la voglia di porvi rimedio.
     
    Manchi solo tu per 
    Fermare il declino

    sabato 24 novembre 2012

    Concorrenza e meritocrazia in Italia

    «Il monopolio toglie l'incentivo a essere efficienti, ecco perché la Chiesa sta perdendo i fedeli. Negli Stati Uniti c'è meritocrazia anche nella religione, da noi invece c'è corruzione anche nella Chiesa».

    Luigi Zingales, Piazza san Fedele - Milano 22 ottobre 2012

    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/fermare-il-declino-manifestazione-milano#ixzz2DAxxyOsO

    giovedì 20 settembre 2012

    Amare considerazioni sulla politica di casa nostra

    Quando fu affidato l'incarico di governo a Mario Monti pensai che finalmente l'Italia era sul punto di svoltare. Anzitutto Monti ci avrebbe restituito davanti al mondo quella credibilità che con Berlusconi purtroppo avevamo perso. Ma poi credevo che la sua azione avrebbe portato anche positivi sconvolgimenti interni. E le prime mosse sembravano andare nella direzione giusta. Se la determinazione che i Professori hanno messo nell'approvare una epocale riforma delle pensioni, l'avessero messa anche in tutti gli altri settori strategici per la crescita e lo sviluppo (tanto per citarne alcuni: riforma del lavoro, lotta alla corruzione, taglio ai costi della politica, riforma del sistema scolastico, revisione del patto di stabilità interno...), oggi avremmo un Paese diverso.

    Il sogno, la speranza di un radicale cambiamento del Belpaese hanno però dovuto fare i conti con una triste realtà. Certo, i tecnici non devono rendere conto all'elettorato ma i politici nostrani che ancor oggi sono in parlamento sì. Ed ecco allora che il Governo Monti s'è trovato con le mani legate, dovendo sottostare alla volontà dei partiti che da un momento all'altro avrebbero potuto - possono, perchè la situazione è tutt'oggi precaria - far cadere questo governo e riportare nel caos il Paese con una nuova estenuante campagna elettorale, rimandando ancora una volta riforme che aspettano da troppo tempo.

    Da tempo sento parlare di provvedimenti per la crescita, di buone intenzioni a cui non seguono provvedimenti concreti. Tante buone leggi sulla carta, pochi decreti attuativi. Consigli dei Ministri lunghissimi, risultati pochini (la famosa montagna che partorisce il topolino). E intanto il tempo passa inutilmente. E intanto il Paese resta fermo, ancorato al passato.

    Il male dell'Italia è una eccessiva burocrazia. Si parla tanto di semplificazione ma ahinoi di semplice non c'è nulla. Ci si affida alle tecnologie per semplificare, ma non si danno alle P.A. e ai cittadini gli strumenti per trarre il meglio dalle tecnologie. Non basta promettere un computer per ogni studente, se poi alcuni insegnanti non sanno nemmeno che farsene di un computer. Non basta rendere tutte le pratiche telematiche se poi la struttura informatica è debole o il personale amministrativo non è in grado di gestirla.

    Non si può parlare di sviluppo, promozione dell'imprenditoria giovanile e lasciare che per un giovane che decida di mettersi in proprio i costi superino i guadagni.

    Il merito del Governo Monti è quello di aver sicuramente dettato una agenda. La mia grande preoccupazione è che, dopo Monti, resti solo l'agenda ma non vi sia alcuna forza politica intenzionata davvero ad attuarla.

    Cambiare perché tutto resti uguale, questo il modo di ragionare che ci ha ridotto nelle condizioni in cui ci troviamo. Inutile dire che è il momento di invertire la rotta....

    mercoledì 19 settembre 2012

    Vietato Ridere: Fermare il declino

    Vietato Ridere: Fermare il declino: Ho aderito a Fermare il declino , fondata questa estate da Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro...