Quest'anno qui da me si vota per le comunali e oggi mi è capitato di assistere alla presentazione del candidato sindaco locale della Lega Nord - premetto che non voto mai a priori ma vado sempre a sentire, conoscere e ascoltare...in ogni caso...la considerazione, sia pur banale, è questa. La politica ha la sua ragion d'essere nel contatto con le persone, nel confronto, nei gazebo, nei volantinaggi. I social sono un importante strumento, ma non l'unico. Tutti bravi a fare i politici on line, in pochi quelli pronti a metterci la faccia, i soldi, il tempo, il lavoro...e quindi bravi a quei pochi volonterosi che ancora si impegnano nella militanza attiva!
blog a cura di Edoardo Colzani
Visualizzazione post con etichetta POLITICA LOCALE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta POLITICA LOCALE. Mostra tutti i post
domenica 20 marzo 2016
venerdì 30 gennaio 2015
Giovani Liberali per Milano cercasi
E’ convocata una riunione costitutiva e organizzativa della Gioventù Liberale Milano per il giorno 06 febbraio 2015 ore 16.00 e ss, in Milano, via Cesalpino n, 60 (fermata Gorla, linea rossa metropolitana), presso i locali di Italia Rinasce.
Invito a partecipare tutti i giovani lombardi iscritti al partito, con preghiera di estendere l’invito a tutti gli amici e conoscenti che vogliano concretamente impegnarsi sul territorio per la promozione e diffusione dei valori e della cultura liberale.
Edoardo Colzani – coordinatore GLI LOMBARDIA
Per info & contatti: glilombardia@libero.it
avv. Edoardo Colzani (Ph.D.)
tel. 340/2984829
tel. 340/2984829
martedì 14 ottobre 2014
Fusione dei Comuni
Non posso esimermi dal prendere posizione in merito al dibattito che sta nascendo su questa testata in merito alla fusione dei comuni. Un tema a me caro e sul quale avevo già avuto modo di esprimermi tempo fa sempre su questo portale, con riguardo in particolare alla mia realtà locale (Barzanò): auspicavo allora come auspico adesso un processo di fusione coi comuni limitrofi: Viganò, Sirtori, Cremella. Sì perché a me le cose fatte a metà non piacciono. E se devo riconoscere che l'unione dei servizi è pur sempre un passo a vanti, non posso rassegnarmi ad accettare che oltre non si possa andare. Forse semplicemente non lo si vuole. I vantaggi della fusione sono stati ben sintetizzati da Giovanni Zardoni e dunque non intendo aggiungere altro al riguardo.
Anche la individuazione del percorso istituzionale da seguire mi sembra corretta e la appoggio. Voglio allora inserirmi nel dibattito e dare il mio contributo a partire da alcune osservazioni all'intervento di Claudio Brambilla. In primo luogo,è vero ahinoi che i lombardi, ma più in generale gli italiani, sono un popolo che si rassegna facilmente. Siamo sudditi di uno Stato che calpesta i nostri diritti e che ci spreme quotidianamente ogni giorno di più. Il rapporto Stato contribuente è un rapporto totalmente sbilanciato. I comuni oggi si trovano loro malgrado ad essere gli esecutori di forsennate politiche fiscali che provengono dall'alto e ciò peraltro senza averne alcun ritorno ma anzi solo tagli. In secondo luogo, condivido l'appello ai nostri parlamentari locali affinché sempre più si facciano portatori delle istanze delle realtà territoriali che rappresentano. Tuttavia non condivido la diffidenza di Brambilla verso la fusione.
Cancellare secoli di storia...bah non è detto. Qui non si sta parlando di cancellare identità e tradizioni. Si sta parlando di operare una semplificazione del sistema di rappresentanza territoriale, di ottimizzazione delle risorse umane, di servizi potenzialmente più efficienti. Nulla toglie che identità e tradizioni possano comunque sopravvivere e anzi uscirne rafforzate. Il fatto che lo Stato, anche una volta operata la fusione, proseguirà con la sua attività di sottrazione delle risorse (ahinoi lo temo anch'io) non ci deve comunque far perdere di vista i benefici che in ogni caso nell'immediato la fusione dei comuni ci può dare e che Zardoni ha già ricordato: taglio ai costi della politica, risparmio in termini di spesa nella gestione degli uffici e dei servizi, un solo bilancio, una maggiore efficienza e una visione di insieme territoriale. Concludo rilanciando un appello già lanciato tempo fa ai comuni limitrofi a Barzanò: iniziamo anche noi, con serietà e senza pregiudizi, a discutere di fusione, avviamo uno studio, sentiamo i cittadini. Da parte mia piena disponibilità.
Anche la individuazione del percorso istituzionale da seguire mi sembra corretta e la appoggio. Voglio allora inserirmi nel dibattito e dare il mio contributo a partire da alcune osservazioni all'intervento di Claudio Brambilla. In primo luogo,è vero ahinoi che i lombardi, ma più in generale gli italiani, sono un popolo che si rassegna facilmente. Siamo sudditi di uno Stato che calpesta i nostri diritti e che ci spreme quotidianamente ogni giorno di più. Il rapporto Stato contribuente è un rapporto totalmente sbilanciato. I comuni oggi si trovano loro malgrado ad essere gli esecutori di forsennate politiche fiscali che provengono dall'alto e ciò peraltro senza averne alcun ritorno ma anzi solo tagli. In secondo luogo, condivido l'appello ai nostri parlamentari locali affinché sempre più si facciano portatori delle istanze delle realtà territoriali che rappresentano. Tuttavia non condivido la diffidenza di Brambilla verso la fusione.
Cancellare secoli di storia...bah non è detto. Qui non si sta parlando di cancellare identità e tradizioni. Si sta parlando di operare una semplificazione del sistema di rappresentanza territoriale, di ottimizzazione delle risorse umane, di servizi potenzialmente più efficienti. Nulla toglie che identità e tradizioni possano comunque sopravvivere e anzi uscirne rafforzate. Il fatto che lo Stato, anche una volta operata la fusione, proseguirà con la sua attività di sottrazione delle risorse (ahinoi lo temo anch'io) non ci deve comunque far perdere di vista i benefici che in ogni caso nell'immediato la fusione dei comuni ci può dare e che Zardoni ha già ricordato: taglio ai costi della politica, risparmio in termini di spesa nella gestione degli uffici e dei servizi, un solo bilancio, una maggiore efficienza e una visione di insieme territoriale. Concludo rilanciando un appello già lanciato tempo fa ai comuni limitrofi a Barzanò: iniziamo anche noi, con serietà e senza pregiudizi, a discutere di fusione, avviamo uno studio, sentiamo i cittadini. Da parte mia piena disponibilità.
Edoardo Colzani - Consigliere Comunale di Barzanò (PLI-Partito Liberale Italiano)
martedì 10 giugno 2014
un po' di politica locale....vita da minoranza consiliare
le mie dichiarazioni sul rendiconto finanziario:
Niente di nuovo sotto il sole. In questa maniera sintetica ed efficace avrei potuto sintetizzare il mio intervento, riproducendo le dichiarazioni di voto già presentate l'anno scorso. Allora come oggi votai astenendomi. E' sempre più difficile capire, con questa legislazione statale confusa e assurda, dove finiscono le responsabilità dello Stato e dove iniziano quelle dell'amministrazione in carica per i risultati che anche in questo mandato non si vedranno. Tante belle iniziative sociali e culturali ma nessun intervento incisivo sul territorio. Manca la programmazione, manca la progettualità. Si è persa la voglia di sognare e di progettare. Mi sembra si versi ormai in uno stato di rassegnazione.
mercoledì 16 ottobre 2013
FARE per Fermare il declino....Lecco e Provincia....
http://www.meetup.com/Fare-per-Fermare-il-Declino-Provincia-di-Lecco
https://www.facebook.com/meratefid?fref=ts
https://www.facebook.com/EdoardoColzaniPerFermareIlDeclino
http://lombardia.fermareildeclino.it/
https://www.facebook.com/meratefid?fref=ts
https://www.facebook.com/EdoardoColzaniPerFermareIlDeclino
http://lombardia.fermareildeclino.it/
il cammino di Fare per Fermare il declino, iniziato nel luglio 2012 con la pubblicazione dei 10 punti programmatici, prosegue anche oggi sotto la guida di Michele Boldrin.
Fare ha avviato un proficuo confronto con altre forze politiche disposte a confrontarsi e collaborare sulle riforme indispensabili per ristrutturare il Paese.
E' attuale più che mai l'esigenza di un progetto politico nuovo e alternativo ai partiti esistenti.
Ci siamo dati una nuova organizzazione e struttura interna per portare avanti in maniera ancora più efficace le nostre battaglie. Per rendere maggiormente incisiva la nostra azione e convogliare i nostri messaggi a più persone possibili, occorre consolidare il nostro radicamento e la nostra presenza territoriale.
Tu sei indispensabile per raggiungere certi obiettivi di cambiamento e, pertanto, ti chiedo cortesemente di indicare al nostro referente provinciale per Lecco, Avv. Edoardo Colzani, di segnalare tutte le criticità locali che più ti stanno a cuore, inviando una email a edoardo.colzani@gmail.com con oggetto "FARE POLITICA LECCO" e indicando il comune ove risiedi e l'eventuale interesse a collaborare attivamente alle nostre iniziative.
lunedì 1 luglio 2013
martedì 28 maggio 2013
lunedì 1 aprile 2013
politica locale....
Osservazioni
a margine del mio primo intervento in Consiglio Comunale...quando ero
il capogruppo della maggioranza/ critiche e autocritica per una nuova
gestione del consiglio comunale.
A nome del gruppo
consiliare di Impegno Civico vorrei portare la vostra attenzione
sulle funzioni e sul ruolo che questo organo ha e deve avere nella
gestione del paese.
Troppo spesso negli anni
passati il Consiglio Comunale è stato svilito nelle sue funzioni,
riducendolo a una assemblea nella quale venivano ratificate alcune
delle decisioni dell'esecutivo.
Nella maggior parte dei
casi, I consiglieri di maggioranza esprimevano il loro voto a favore,
quelli di minoranza il loro voto contrario, la dialettica interna era
così ridotta e la presenza e il ruolo dei consiglieri stessi
morticata. Ci auguriamo che questo da oggi non accada più.
Ecco,
su questo punto è stato fatto molto poco. Salvo l'introduzione della
conferenza capigruppo, nihil sub sole novi.
Il consiglio comunale
che oggi si insedia è profondamente rinnovato nei volti e nelle
idee. Come evidenziato dalla stampa locale (casateonline),
quest'anno in tutto il casatese s'è registrato un positivo
cambiamento a livello di politica locale con un rinnovamento
significativo degli organi di governo. Durante la campagna elettorale
abbiamo tutti registrato con piacere l'entusiamo e la voglia di
mettersi in gioco soprattutto dei più giovani. C'è nel paese una
voglia di cambiamento che non dobbiamo deludere. In questo senso,
dunque, mi rivolgo ai colleghi consiglieri della minoranza
invitandoli a collaborare tutti assieme, al di là delle appartenze
ai gruppi, per il bene del paese. Questo richiederà un enorme
impegno da parte di tutti, lo sforzo di proporre anzichè solamente
criticare e soprattutto la necessità di una sana e vivace
discussione durante I consigli che non sfoci mai nella polemica
pretestuosa nè tantomeno nell'opposizione a oltranza.
Fino
ad oggi non è stato possibile. Anche per questo mi costituisco
indipendente per cercare di stimolare questa collaborazione.
A tale proposito,vorrei
ricordare che sulla base dell'art. 17 del nostro regolamento I
consiglieri hanno diritto di iniziativa su ogni argomento sottoposto
a deliberazione del Consiglio Comunale, I consiglieri hanno facoltà
di presentare proposte di deliberazioni concernenti materie comprese
nella competenza del Consiglio Comunale stabilita dalla legge e
dallo Statuto; I consiglieri hanno altresì facoltà di presentare
emendamenti sulle proposte di deliberazione iscritte all'ordine del
giorno.
Rientrano altresì tra le
prerogative dei consiglieri, ex art. 18 regolamento, la presentazione
di interrogazioni e di mozioni. Tutti questi strumenti, se utilizzati
correttamente, con spirito propositivo e collaborativo, sicuramente
gioveranno alla discussione pubblica sui problemi del paese e
permetteranno agli amministratori di prendere scelte condivise e ben
ponderate per quel che riguarda il futuro del paese. Non
facciamone dunque un cattivo uso, I cittadini non lo capirebbero!
Troppe poche le mozioni presentate e discusse.
Le interrogazioni vanno bene ma non consentono il dibattito.
Per rivitalizzare il consiglio comunale e riportare il dibattito politico in consiglio invito tutti - e mi impegno io per primo - a prediligere laddove possibile lo strumento della mozione.
Per rendere possibile una
proficua collaborazione tra gruppi consiliari, vorrei inoltre
richiamare l'attenzione dei presenti su una disposizione del nostro
regolamento del consiglio comunale che a mio avviso dovrebbe trovare
piena attuazione.
La conferenza dei
capigruppo di cui all'art. 9: ritengo giusto coinvolgere I gruppi
consiliari nella definizione dell'ordine del giorno di ciascun
consiglio. Questo per evitare, come spesso accade, che alcuni ordini
del giorno siano molto corposi e che altri invece non lo siano per
niente. Mi auguro durante questi 5 anni non
capiterà mai che il consiglio comunale venga convocato per discutere
un solo punto all'ordine del giorno.
Oggi
la conferenza si fa. In genere si prende atto dei punti all'o.d.g. E
si presentano succintamente I contenuti. Sarebbe bello – ma ci
vuole tempo (e in questo faccio autocritica) e disponibilità, oltre che un perfetto coordinamento con
gli uffici – poter discutere in conferenza capigruppo quali
argomenti portare al prossimo consiglio e non solo decidere l'ordine
di discussione degli argomenti da portare (già individuati prima
della capigruppo).
Invito tutti a
riflettere sull'opportunità di individuare un giorno della settimana
fisso nel quale convocare I consigli comunali. Tale giorno dovrà
essere scelto col consenso di tutti sulla base degli impegni lavorati
e familiari che consiglieri e assessori possono avere. Questo oltre a
consentire una maggiore efficienza nella programmazione dei consigli
garantirebbe il diritto di tutti I consiglieri a presenziare
all'attività del consiglio comunale.
Più in generale, vorrei
richiamare l'attenzione alle disposizioni del regolamento comunale
invitando tutti a una rigorosa osservanza delle stesse, più di
quanto si sia fatto in passato, sia per quel che riguarda le modalità
di svolgimento delle sedute, sia per quel che riguarda I diritti di
iniziativa dei consiglieri tutti, di maggioranza e di minoranza, sia
infine per quel che riguarda l'adozione di strumenti volti a
garantire una cooperazione sinergica tra maggioranza e minoranza.
Sollecito
maggior rispetto del regolamento del consiglio comunale. Invito il
Sindaco a designare un soggetto terzo che coordini e diriga il
consiglio comunale al suo posto e ciò al fine di evitare i soliti sterili battibecchi tra sindaco ed ex sindaco in consiglio comunale. Spettacolo irrispettoso per l'Istituzione che rappresentiamo.
Sicuro che tutti voi
vorrete rispondere positivamente a questa nostra richiesta e sicuro
che in queste condizioni il Consiglio comunale potrà svolgere al
meglio le sue funzioni, rinnovo a nome di tutto il gruppo gli auguri
di buon lavoro a tutti I consiglieri, alla giunta comunale e al
Sindaco.
Dalla
mia nuova posizione di consigliere indipendente sollecito a ripartire
da zero, in un clima più collaborativo.
Faccio altresì gli auguri di buon lavoro al nuovo capogruppo di Impegno Civico.
martedì 26 marzo 2013
lunedì 25 marzo 2013
ancora sulle mie dimissioni
Mi si chiede un approfondimento sul perchè delle mie dimissioni.
Perchè - se il programma lo condividi ancora - te ne vai?
Semplice, dico io: me ne vado proprio perchè al programma ci tengo e voglio vigilare dall'esterno sulla sua attuazione.
Le questioni di metodo prima di tutto. Anche qui, qualcuno potrebbe dire, che c'entra il metodo? Il metodo c'entra eccome. Uno dei punti fermi di Impegno Civico era "fare, ma fare bene".
Fare bene significa fare programmazione anzitutto.
Significa tradurre il programma e le linee di mandato in un crono-programma dei lavori con indicazione delle modalità e scadenze precise su come fare le cose. Io questo crono-programma non l'ho mai visto.
Fare bene significa dialogare e confrontarsi.
Benissimo gli incontri coi cittadini, malissimo la gestione del consiglio comunale.
Non s'era detto restituire dignità ai consigli comunali?
Non ho ancora visto un dibattito serio e pacato, solo schiamazzi e battibecchi tra Sindaco ed ex Sindaco.
Fare bene significa comunicare bene.
Di fronte a buoni risultati ottenuti è mancata una comunicazione efficace verso l'esterno.
La notizia rilevante sulla vita barzanese è che l'ex casa del Fascio passa da Caserma dei Carabinieri a magazzino? Comunicazione gestita male: che rilievo pubblico ha questa notizia? come può giovare all'immagine dell'Amministrazione? Dov'è la progettualità? Non s'era mica detto che al posto della Caserma si voleva un polo culturale? Ok non si può fare però.....io avrei gestito la comunicazione diversamente...
Perchè - se il programma lo condividi ancora - te ne vai?
Semplice, dico io: me ne vado proprio perchè al programma ci tengo e voglio vigilare dall'esterno sulla sua attuazione.
Le questioni di metodo prima di tutto. Anche qui, qualcuno potrebbe dire, che c'entra il metodo? Il metodo c'entra eccome. Uno dei punti fermi di Impegno Civico era "fare, ma fare bene".
Fare bene significa fare programmazione anzitutto.
Significa tradurre il programma e le linee di mandato in un crono-programma dei lavori con indicazione delle modalità e scadenze precise su come fare le cose. Io questo crono-programma non l'ho mai visto.
Fare bene significa dialogare e confrontarsi.
Benissimo gli incontri coi cittadini, malissimo la gestione del consiglio comunale.
Non s'era detto restituire dignità ai consigli comunali?
Non ho ancora visto un dibattito serio e pacato, solo schiamazzi e battibecchi tra Sindaco ed ex Sindaco.
Fare bene significa comunicare bene.
Di fronte a buoni risultati ottenuti è mancata una comunicazione efficace verso l'esterno.
La notizia rilevante sulla vita barzanese è che l'ex casa del Fascio passa da Caserma dei Carabinieri a magazzino? Comunicazione gestita male: che rilievo pubblico ha questa notizia? come può giovare all'immagine dell'Amministrazione? Dov'è la progettualità? Non s'era mica detto che al posto della Caserma si voleva un polo culturale? Ok non si può fare però.....io avrei gestito la comunicazione diversamente...
giovedì 21 marzo 2013
Amministrare secondo me....
1) DEFINIRE UN METODO DI LAVORO CONDIVISO
2) PREMIARE IL MERITO
3) ATTRIBUIRE RESPONSABILITA'
4) DARE INDICAZIONI CHIARE E PRECISE
5) DARE OBIETTIVI STRATEGICI
6) FARE PROGETTI LUNGIMIRANTI
7) EVITARE GLI SPRECHI
.................................................................................semplice, no?
AGGIORNAMENTO DEL 23 MARZO 2013
Gestire l'ordinario = Sindaco amministratore di Condominio (con tutto rispetto per gli amministratori di condominio!)
Fare Progetti = Sindaco lungimirante e con a cuore il proprio paese
AGGIORNAMENTO DEL 23 MARZO 2013
Gestire l'ordinario = Sindaco amministratore di Condominio (con tutto rispetto per gli amministratori di condominio!)
Fare Progetti = Sindaco lungimirante e con a cuore il proprio paese
venerdì 8 marzo 2013
DIMISSIONI IRREVOCABILI DA CAPOGRUPPO CONSILIARE IMPEGNO CIVICO PER BARZANO'
ritengo opportuno nonchè doveroso invitare il gruppo di Impegno civico a designare quanto prima un nuovo capogruppo / da parte mia continuerò l'attività come consigliere semplice, perchè ritengo che in questo momento il contributo che posso dare al gruppo non sia operativo ma di mera vigilanza sugli atti e le proposte che passano in consiglio nonchè di iniziativa
io credo ancora oggi nel programma di Impegno Civico, penso però sia opportuni ritrovare la grinta e lo spirito del dopo elezioni. Siccome io al momento questa grinta l'ho persa (e al suo posto è subentrata una incazzatura perenne col mondo) ma non voglio mollare - semplicemente perchè credo umilmente di poter dare qualche minimo contributo al paese - chiedo a qualcun altro di prendere le redini del gruppo.
Le mie dimissioni dal ruolo sono irrevocabili.
sabato 12 gennaio 2013
mie dimissioni da capogruppo consiliare
In data odierna ho comunicato la mia ferma intenzione di dimettermi da capogruppo di maggioranza del gruppo consiliare Impegno Civico di Barzanò.
Ritengo di dover proseguire la mia esperienza di consigliere parlando d'ora in poi a titolo personale in quanto non condivido più il metodo di lavoro e l'atteggiamento tenuto dalla maggioranza su talune importanti questioni della vita del paese.
AGGIORNAMENTO AL 26.01.13 A seguito di chiarimenti interni, in particolare per quel che concerne le questioni di metodo da me sollevate, rimango nel mio ruolo - poichè continuo a condividere il Programma dell'Amministrazione Comunale e intendo continuare a fornire il mio apporto al Comune responsabilmente.
Ritengo di dover proseguire la mia esperienza di consigliere parlando d'ora in poi a titolo personale in quanto non condivido più il metodo di lavoro e l'atteggiamento tenuto dalla maggioranza su talune importanti questioni della vita del paese.
AGGIORNAMENTO AL 26.01.13 A seguito di chiarimenti interni, in particolare per quel che concerne le questioni di metodo da me sollevate, rimango nel mio ruolo - poichè continuo a condividere il Programma dell'Amministrazione Comunale e intendo continuare a fornire il mio apporto al Comune responsabilmente.
giovedì 8 novembre 2012
venerdì 26 ottobre 2012
Politica locale....vita da capogruppo 2
Stiamo lavorando per voi!
Venerdì 19 ottobre 2012 alle ore 21.00 come gruppo consiliare IMPEGNO CIVICO PER BARZANO’, insieme ad alcuni sostenitori, ci siamo riuniti per fare il punto sulle cose fatte in circa un anno e mezzo di amministrazione. Tre ore di discussione vivace e animata durante la quale abbiamo definito la programmazione dei prossimi mesi di amministrazione.
Se da un lato dobbiamo fare i conti col Patto di Stupidità e pertanto non è stato possibile fare tutto quello che avremmo voluto, notiamo un segno di discontinuità col passato: c’è una maggiore attenzione da parte degli amministratori alla persona e ai servizi. Questa attenzione si è tradotta per esempio nell’attivazione del servizio Piedibus rivolto agli studenti e alle loro famiglie, nella promozione di una serie di inizative in ambito sociale, nella promozione di eventi di piazza in collaborazione con la Pro Loco, nella valorizzazione della Canonica di San Salvatore con un intenso e ben riuscito programma di Visite Guidate. Da non dimenticare poi l’istituzione dello Sportello del cittadino che dopo un anno di attività circa può vantare un alto numero di richieste e al contempo un altrettanto elevato numero di casi risolti e risposte fornite – maggiori informazioni seguiranno in un apposito consiglio comunale.
Siamo stati precursori rispetto alla politica nazionale, ponendo tra gli obiettivi del primo anno la Buona Amministrazione. Ricordiamo che il primo atto dell’Amministrazione Aldeghi è stata la riduzione del compenso del Sindaco. Ricordiamo poi la trasparenza nell’azione amministrativa che è passata e passa tuttora attraverso 1) incontri con la popolazione 2) sito internet del Comune (completamente ripensato) 3) newsletters informative 4) comunicazioni cartacee nella cassetta delle lettere.
Abbiamo in cantiere un progetto estremamente innovativo (wi-fi) che entro la primavera dovrebbe diventare realtà
Nonostante le difficoltà e i tagli (amministrare oggi è sempre più difficile) andiamo avanti con determinazione nella speranza di rendere un buon servizio al paese.
Concludo queste mie osservazioni riportando un pensiero del Sindaco di Firenze, nel quale mi riconosco personalmente, che ho citato anche nell’ultimo consiglio comunale e che credo rappresenti bene la condizione degli amministratori comunali oggi:“Amministrare significa svolgere un lavoro bellissimo ma è impossibile compiere un percorso netto: gli ostacoli sono presenti a ogni incrocio. I sindaci però sono quelli che quotidianamente risolvono i problemi. Prendendosi pure gli insulti se piove troppo. Sono loro la vera anticasta e non i tecnici con le loro dichiarazioni dei redditi milionarie. Sono loro che stanno in prima fila a prendersi il fango. Sono loro che si trovano sul campo di battaglia da soli”.
Edoardo Colzani
capogruppo Impegno Civico per Barzanò
domenica 23 settembre 2012
Amministrare un Comune ai tempi del Patto di Stupidità
"Amministrare significa svolgere un lavoro bellissimo ma è impossibile compiere un percorso netto: gli ostacoli sono presenti a ogni incrocio. I sindaci però sono quelli che quotidianamente risolvono i problemi. Prendendosi pure gli insulti se piove troppo. Sono loro la vera anticasta e non i tecnici con le loro dichiarazioni dei redditi milionarie. Sono loro che stanno in prima fila a prendersi il fango. Sono loro che si trovano sul campo di battaglia da soli: i partiti sono un'invenzione dei media, nessuno che dia una mano davvero"
lunedì 6 agosto 2012
vita da Capogruppo...Pgt
fonte Casateonline
martedì 12 giugno 2012
Ripensare il Patto di Stabilità e favorire la crescita
Già un anno è passato da quando la lista civica di cui faccio parte (oggi come capogruppo consiliare di maggioranza) ha vinto le elezioni. Una lista giovane, di volti nuovi, con tante e variegate competenze ma soprattutto con tantissima voglia di fare. Abbiamo vinto contro ogni aspettativa e ci siamo trovati dinnanzi all'impresa più bella ma al contempo difficile: amministrare. E amministrare al giorno d'oggi, significa anzitutto fare i conti con il "famigerato" patto di stabilità, capirne i meccanismi e sforzarsi di rispettarli (e soprattutto, la sfida più importante per un amministratore, farli comprendere e accettare anche ai propri concittadini i quali reclamano interventi sul territorio e servizi).
Fare i conti con il Patto di stabilità, non è certo cosa da poco – lo sanno bene tutti gli amministratori locali (e devo dire che lo stanno capendo pian piano anche i cittadini, ormai sempre più solidali con i loro amministratori impotenti di fronte ai meccanismi del patto). Eppure credo sia troppo semplice (nonchè ingeneroso) demonizzare in assoluto il Patto di Stabilità. Come sempre, occorre analizzare e ponderare.
Intanto, è apprezzabile e condivisibile la finalità del patto di stabilità: garantire la convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti, e condivisi a livello europeo in seno al Patto di stabilità e crescita e specificamente nel trattato di Maastricht. La ratio è quella di ottimizzare l'utilizzo di risorse pubbliche ed evitare gli sprechi: a tale proposito vengono previste sanzioni per gli enti territoriali che non rispettano I vincoli del patto. Il Patto di Stabilità e Crescita ha fissato dunque i confini in termini di programmazione, risultati e azioni di risanamento all'interno dei quali i Paesi membri possono muoversi autonomamente: a tale proposito ciascuno dei Paesi membri della UE ha implementato internamente il Patto di Stabilità e Crescita seguendo criteri e regole proprie, in accordo con la normativa interna inerente la gestione delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo (Patto di stabilità Interno).
I vincoli del Patto oggi, tuttavia, sono troppo cogenti e penalizzano anche quei Comuni che gestiscono senza sprechi (o quantomeno cercando di limitarli il più possibile) le proprie risorse. Solo a titolo esemplificativo, da una recente indagine Ifel (della quale ha dato conto il Sole 24 ore) risulterebbe che tra il 2007 e il 2011 il Patto di Stabilità avrebbe lasciato inalterati I livelli di spesa corrente, abbattendo del 33% il tasso medio di investimenti locali,
L'eccessivo rigore per mettere in salvo i conti pubblici rischia di frenare la crescita. L'appello più volte reiterato dei Comuni a riprensare e rimodulare i vincoli del patto di stabilità non deve essere lasciato cadere nel vuoto.
venerdì 16 settembre 2011
Delega alle iniziative culturali
Casate Online - Barzanò: Assegnate le quattro deleghe ai consiglieri
Nel consiglio comunale di martedì 13 mi è stata assegnata dal Sindaco delega alle iniziative culturali.
Iscriviti a:
Post (Atom)



