blog a cura di Edoardo Colzani
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lunedì 8 luglio 2013
mercoledì 8 maggio 2013
CONGRESSI REGIONALI DI FARE
Segnali molto positivi dai congressi regionali, in attesa del congresso nazionale.
Citando Frankestein Junior....si può FAREEEEEEEE!!!!!!!!
Citando Frankestein Junior....si può FAREEEEEEEE!!!!!!!!
domenica 5 maggio 2013
CONGRESSI DI FARE
In queste settimane si stanno svolgendo i congressi di FARE per FERMARE IL DECLINO.
Il movimento, originariamente guidato dal giornalista economico OSCAR GIANNINO, per la prima volta dalla sua fondazione (luglio 2012 i dieci punti di fermare il declino, fine 2012/inizio 2013 la nascita di Fare) va a congresso nel tentativo di darsi una struttura e un'organizzazione che prima, a causa delle strette tempistiche elettorali, non s'era potuta dare.
I congressi dovranno rappresentare una rinascita per Fare che ha dovuto fare i conti con un pessimo risultato elettorale, determinato da un grave incidente di percorso, rappresentato dalla bugia di Oscar sui suoi inesistenti titoli di studio. Una bugia imperdonabile, va ammesso, soprattutto per un partito che predicava meritocrazie e trasparenza.
A me che Giannino non abbia la laurea sinceramente poco importa. Anzi, apprezzo ancor di più le idee e la lucidità intellettuale di Giannino ora che so che è un autodidatta. Quello che fatico a perdonargli è che abbia mentito agli elettori. In questo ho sempre difeso la reazione di Luigi Zingales e la sua libertà e onestà intellettuale.
In ogni caso non credo Giannino sia un arto da amputare. Credo resti comunque il Padre Nobile di Fare e il collante del movimento. Rispetto a ciò a cui ci hanno abituato i politici di casa nostra, quella di Oscar è stata una piccolezza. In ogni caso Oscar ha pagato, sta pagando e in questo ha dimostrato coerenza con il principio liberale per cui chi sbaglia paga e si assume le proprie responsabilità.
Ma i congressi dovranno segnare la nascita di un partito nuovo (non di un nuovo partito), che sappia andare oltre lo scandalo Giannino e aggregare le altre forze liberali sul campo.
In attesa del Congresso nazionale mi limito a formulare l'augurio a FARE e ai suoi elettori e sostenitori di una fase nuova, che permetta di ripartire con spirito rigenerato e un leader carismatico e una piattaforma di contenuti che rafforzi e sviluppi le idee già contenute nei 10 punti del manifesto di luglio 2012.
Il movimento, originariamente guidato dal giornalista economico OSCAR GIANNINO, per la prima volta dalla sua fondazione (luglio 2012 i dieci punti di fermare il declino, fine 2012/inizio 2013 la nascita di Fare) va a congresso nel tentativo di darsi una struttura e un'organizzazione che prima, a causa delle strette tempistiche elettorali, non s'era potuta dare.
I congressi dovranno rappresentare una rinascita per Fare che ha dovuto fare i conti con un pessimo risultato elettorale, determinato da un grave incidente di percorso, rappresentato dalla bugia di Oscar sui suoi inesistenti titoli di studio. Una bugia imperdonabile, va ammesso, soprattutto per un partito che predicava meritocrazie e trasparenza.
A me che Giannino non abbia la laurea sinceramente poco importa. Anzi, apprezzo ancor di più le idee e la lucidità intellettuale di Giannino ora che so che è un autodidatta. Quello che fatico a perdonargli è che abbia mentito agli elettori. In questo ho sempre difeso la reazione di Luigi Zingales e la sua libertà e onestà intellettuale.
In ogni caso non credo Giannino sia un arto da amputare. Credo resti comunque il Padre Nobile di Fare e il collante del movimento. Rispetto a ciò a cui ci hanno abituato i politici di casa nostra, quella di Oscar è stata una piccolezza. In ogni caso Oscar ha pagato, sta pagando e in questo ha dimostrato coerenza con il principio liberale per cui chi sbaglia paga e si assume le proprie responsabilità.
Ma i congressi dovranno segnare la nascita di un partito nuovo (non di un nuovo partito), che sappia andare oltre lo scandalo Giannino e aggregare le altre forze liberali sul campo.
In attesa del Congresso nazionale mi limito a formulare l'augurio a FARE e ai suoi elettori e sostenitori di una fase nuova, che permetta di ripartire con spirito rigenerato e un leader carismatico e una piattaforma di contenuti che rafforzi e sviluppi le idee già contenute nei 10 punti del manifesto di luglio 2012.
lunedì 1 aprile 2013
interessanti spunti d'analisi....from Gianbattista Rosa
interessanti spunti d'analisi. mi ritrovo in particolare molto nelle considerazioni di cui al punto 1, l'elettorato ci ha dimostrato di ragionare in ottica bipolare e credo che Fare si inserisca a pieno titolo quale alternativa alla sinistra in sostituzione di un centrodestra troppo accentrato su Berlusconi: occorre dunque intercettare il disagio degli elementi sani nell'attuale centrodestra. Bene anche l'idea di ripartire dal lavoro sul territorio con iniziative e proposte concrete. Sul discorso leadership non so (nè voglio) dare alcun un giudizio, certo è che dal congresso dovrò uscire rafforzato il partito con una struttura e delle solide idee (di cui i 10 punti sono sicuramente la base)
Scrivi Gianbattista Rosa per Fermare il Declino in Regione Lombardia · Piace a 420 persone
circa un'ora fa · martedì 26 marzo 2013
giovedì 28 febbraio 2013
DIRETTIVO NAZIONALE DI FARE
non ho ancora commentato quanto successo in direzione nazionale l'altro giorno. Confesso lo spettacolo non è stato dei migliori. Abbiamo rischiato di far saltare un progetto che è stato in grado di ridare speranza a una fetta ancora piccola ma comunque significativa di cittadini italiani. Abbiamo iniziato a porre le premesse per un serio movimento di ispirazione liberale capace di formulare proposte concrete e realizzabili. Abbiamo avuto qualche piccolo incidente di ripercorso ma ci siamo rialzati, Capita, soprattutto in movimenti non gerarchizzati e strutturati. Ora però si deve mantenere la promessa che ci siamo fatti tutti: continuare a operare sul territorio per diffondere le idee liberali e condizionare il dibattito parlamentare con proposte di legge di iniziativa popolare. Non possiamo mollare e dunque si riparta. Sostengo con convinzione la mozione Boldrin e reputo doverosa la remissione delle deleghe annunciato oggi da Silvia Enrico. Ora lasciamo da parte tutto e ripartiamo sempre più uniti attorno ai nostri 10 punti e ai nostri fondatori - perchè senza di loro non si va da nessuna parte, questo mi pare chiaro.
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