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domenica 1 settembre 2019

la formazione del Nuovo Governo

Ancora una volta ci troviamo come Paese in una situazione di stallo. Ennesimo cambio di gverno in corso di legislatura. Pazzesco questo Paese: non si riesce mai ad eleggere un governo che duri 5 anni.

Tecnicamente si elegge il Parlamento, è vero. Però questa cosa ci sta sfuggendo un po' di mano. Se eleggo un Parlamento - come è accaduto - a trazione sovranista (Lega e 5 Stelle), e se poi le successive competizioni elettorali (comunali, europee ecc...) tracciano un chiaro sentimento del paese, sempre più orientato a destra....come è possibile accettare un governo giallo-rosso?

Il Pd è il partito che esprime una politica di senso totalmente opposto rispetto a quello che è il sentimento oggi maggiormente diffuso nel paese (meno tasse, meno burocrazia, più sicurezza).
Sta bene la democrazia parlamentare ma a tutto c'è un limite io credo.

Sono perfettamente d'accordo che non si può pretendere di votare ogni anno per verificare che il sentimento del Paese corrisponda alla maggioranza in Parlamento.

Ma qui, capite bene, la situazione è particolare.

La soluzione per evitare tutto ciò è una seria riforma delle istituzioni in senso presidenzialista.

Unica nota positiva nell'attuale vicenda è la riconferma a Presidente del Consiglio di Giuseppe Conte, un uomo all'altezza del ruolo, che rispetta le istituzioni e che si sa muovere anche nel contesto internazionale difendendo l'interesse dell'Italia.

domenica 25 marzo 2018

Cosa accade nel centrodestra?

Siamo finalmente giunti a un punto di svolta nel centrodestra.

La leadership berlusconiana è definitivamente in crisi.

A Berlusconi vanno indubbiamente attribuiti numerosi meriti, in primis quello di aver contribuito alla creazione di un bipolarismo facendo emergere le istanze di una destra liberale.

L'assetto politico è però cambiato e le distinzioni di destra e sinistra superate, così come lo scenario politico decisamente mutato anche a seguito dalla nascita del fenomeno 5 stelle che ha determinato il superamento del bipolarismo.

La Lega da partito secessionista e con consensi solo al Nord Italia è diventato un partito di Destra, con un radicamento su tutto il territorio nazionale. Salvini ha fatto un lavoro egregio di rinnovamento del suo partito, ha avuto coraggio.

Prima delle elezioni il centrodestra si era dato una regola ben precisa: il leader della coalizione sarebbe stato individuato sulla base del risultato elettorale.

Orbene è pacifico che il leader del centrodestra sia oggi Matteo Salvini. Berlusconi deve prenderne atto e farsi da parte. A pensarci, sarebbe anche un modo dignitoso di uscire dalla politica, rivendicando il merito di aver creato e mantenuto unito il centrodestra e agevolando un passaggio generazionale.

Di Maio ha ben capito le dinamiche del centrodestra tanto da aver rifiutato di incontrare Berlusconi, così riconoscendo la legittimazione di leader del centrodestra a Matteo Salvini.

Berlusconi deve fare un passo da parte, anche per agevolare la formazione del governo. Non significa essere irriconoscenti o voler cacciare Berlusconi, che resterà sempre un punto di riferimento per l'area di centrodestra. Si tratta di rispettare le regole del gioco, riconoscere la piena legittimazione a Matteo Salvini e passare il testimone nella guida della coalizione di centrodestra.

Salvini sta dimostrando di sapersi muovere bene, con senso delle Istituzione e con le idee chiare.

Il centrodestra tutto ora si deve riunire attorno alla leadership salviniana e unire le forze per la realizzazione del programma di governo.