martedì 12 marzo 2013

Mandato parlamentare, libero o imperativo? « Partito Liberale Italiano

Mandato parlamentare, libero o imperativo? « Partito Liberale Italiano

L'unica ricetta per uscire dalla crisi....


I 10 interventi per la crescita di Fare per Fermare il declino



1 Ridurre l'ammontare del debito pubblico. E' possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse.
2 Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell'arco di 5 anni. La spending review deve costituire il primo passo di un ripensamento complessivo della spesa, a partire dai costi della casta politico-burocratica e dai sussidi alle imprese (inclusi gli organi di informazione). Ripensare in modo organico le grandi voci di spesa, quali sanità e istruzione, introducendo meccanismi competitivi all’interno di quei settori. Riformare il sistema pensionistico per garantire vera equità inter—e intra—generazionale.
3 Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro e d'impresa. Semplificare il sistema tributario e combattere l'evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte.
4 Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali quali, a titolo di esempio: trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, servizi professionali e banche (inclusi gli assetti proprietari). Privatizzare le imprese pubbliche con modalità e obiettivi pro-concorrenziali nei rispettivi settori. Inserire nella Costituzione il principio della concorrenza come metodo di funzionamento del sistema economico, contro privilegi e monopoli d'ogni sorta. Privatizzare la RAI, abolire canone e tetto pubblicitario, eliminare il duopolio imperfetto su cui il settore si regge favorendo la concorrenza. Affidare i servizi pubblici, incluso quello radiotelevisivo, tramite gara fra imprese concorrenti.
5 Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. Tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell'impresa in cui lavoravano, devono godere di un sussidio di disoccupazione e di strumenti di formazione che permettano e incentivino la ricerca di un nuovo posto di lavoro quando necessario, scoraggiando altresì la cultura della dipendenza dallo Stato. Il pubblico impiego deve essere governato dalle stesse norme che sovrintendono al lavoro privato introducendo maggiore flessibilità sia del rapporto di lavoro che in costanza del rapporto di lavoro.
6 Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d'interesse. Imporre effettiva trasparenza e pubblica verificabilità dei redditi, patrimoni e interessi economici di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche elettive. Instaurare meccanismi premianti per chi denuncia reati di corruzione. Vanno allontanati dalla gestione di enti pubblici e di imprese quotate gli amministratori che hanno subito condanne penali per reati economici o corruttivi.
7 Far funzionare la giustizia. Riformare il codice di procedura e la carriera dei magistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamento basato sulla performance; no agli avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità. Introdurre e sviluppare forme di specializzazione che siano in grado di far crescere l'efficienza e la prevedibilità delle decisioni. Difendere l'indipendenza di tutta la magistratura, sia inquirente che giudicante. Assicurare la terzietà dei procedimenti disciplinari a carico dei magistrati. Gestione professionale dei tribunali generalizzando i modelli adottati in alcuni di essi. Assicurare la certezza della pena da scontare in un sistema carcerario umanizzato.
8 Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne, oggi in gran parte esclusi dal mercato del lavoro e dagli ambiti più rilevanti del potere economico e politico. Non esiste una singola misura in grado di farci raggiungere questo obiettivo; occorre agire per eliminare il dualismo occupazionale, scoraggiare la discriminazione di età e sesso nel mondo del lavoro, offrire strumenti di assicurazione contro la disoccupazione, facilitare la creazione di nuove imprese, permettere effettiva mobilità meritocratica in ogni settore dell’economia e della società e, finalmente, rifondare il sistema educativo.
9 Ridare alla scuola e all'università il ruolo, perso da tempo, di volani dell'emancipazione socio-economica delle nuove generazioni. Non si tratta di spendere di meno, occorre anzi trovare le risorse per spendere di più in educazione e ricerca. Però, prima di aggiungere benzina nel motore di una macchina che non funziona, occorre farla funzionare bene. Questo significa spendere meglio e più efficacemente le risorse già disponibili. Vanno pertanto introdotti cambiamenti sistemici: la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.Va abolito il valore legale del titolo di studio.
10 Introdurre il vero federalismo con l'attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo. Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio rendendoli responsabili, di fronte ai propri elettori, delle scelte compiute. Totale trasparenza dei bilanci delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate da enti pubblici con l'obbligo della loro pubblicazione sui rispettivi siti Internet. La stessa "questione meridionale" va affrontata in questo contesto, abbandonando la dannosa e fallimentare politica di sussidi seguita nell'ultimo mezzo secolo.

    sabato 9 marzo 2013

    Appello a Beppe Grillo / Repubblica.it


    Caro Beppe Grillo, cari amici del Movimento 5 Stelle,

    Una grande occasione si apre, con la vostra vittoria alle elezioni, di cambiare dalle fondamenta il sistema politico in Italia e anche in Europa. Ma si apre ora, qui e subito. E si apre in questa democrazia, dove è sperabile che nessuna formazione raggiunga, da sola, il 100 per cento dei voti. Nessuno di noi può avere la certezza che l’occasione si ripresenti nel futuro. Non potete aspettare di divenire ancora più forti (magari un partito-movimento unico) di quel che già siete, perché gli italiani che vi hanno votato vi hanno anche chiamato: esigono alcuni risultati molto concreti, nell’immediato, che concernano lo Stato di diritto e l’economia e l’Europa. Sappiamo che è difficile dare la fiducia a candidati premier e a governi che includono partiti che da quasi vent’anni hanno detto parole che non hanno mantenuto, consentito a politiche che non hanno restaurato ma disfatto la democrazia, accettato un’Europa interamente concentrata su un’austerità che – lo ricorda il Nobel Joseph Stiglitz – di fatto «è stata una strategia anti-crescita», distruttiva dell’Unione e dell’ideale che la fonda.
    Ma dire no a un governo che facesse propri alcuni punti fondamentali della vostra battaglia sarebbe a nostro avviso una forma di suicidio: gli orizzonti che avete aperto si chiuderebbero, non sappiamo per quanto tempo. Le speranze pure. Non otterremmo quelle misure di estrema urgenza che solo con una maggioranza che vi includa diventano possibili. Tra queste: una legge sul conflitto di interesse che impedisca a presenti e futuri padroni della televisione, della stampa o delle banche di entrare in politica; una legge elettorale maggioritaria con doppio turno alla francese; il dimezzamento dei parlamentari il più presto possibile e dei loro compensi subito; una Camera delle autonomie al posto del Senato, composta di rappresentanti delle regioni e dei comuni; la riduzione al minimo dei rimborsi statali ai partiti; una legge anti-corruzione e anti-evasione che riformi in senso restrittivo, anche aumentando le pene, la disciplina delle prescrizioni, bloccandole ad esempio al rinvio a giudizio; nuovi reati come autoriciclaggio, collusione mafiosa, e ripristino del falso in bilancio; ineleggibilità per condannati fin dal primo grado, che colpisca corruttori e corrotti e vieti loro l’ingresso in politica; un’operazione pulizia nelle regioni dove impera la mafia (Lombardia compresa); una confisca dei beni di provenienza non chiara; una tutela rigorosa del paesaggio e limiti netti alla cementificazione; un’abolizione delle province non parziale ma totale; diritti civili non negoziati con la Chiesa; riconsiderazione radicale dei costi e benefici delle opere pubbliche più contestate come la Tav. E vista l’emergenza povertà e la fuga dei cervelli: più fondi a scuola pubblica e a ricerca, reddito di cittadinanza, Non per ultimo: un bilancio europeo per la crescita e per gli investimenti su territorio, energia, ricerca, gestito da un governo europeo sotto il controllo del Parlamento europeo (non il bilancio ignominiosamente decurtato dagli avvocati dell’austerità nel vertice europeo del 7-8 febbraio).
    Non sappiamo quale possa essere la via che vi permetta di dire sì a questi punti di programma consentendo la formazione del nuovo governo che decida di attuarli, e al tempo stesso di non contraddire la vostra vocazione. Nella giunta parlamentare si può fin da subito dar seguito alla richiesta di ineleggibilità di Berlusconi, firmata da ormai 150.000 persone : la fiducia può essere condizionata alla volontà effettiva di darvi seguito. Quel che sappiamo, è che per la prima volta nei paesi industrializzati e in Europa, un movimento di indignati entra in Parlamento, che un’Azione Popolare diventa possibile. Oggi ha inizio una vostra marcia attraverso le istituzioni, che cambieranno solo se voi non fuggirete in attesa di giorni migliori, o peggiori. Se ci aiuterete a liberarci ora, subito, dell’era Berlusconi: un imprenditore che secondo la legge non avrebbe nemmeno dovuto metter piedi in Parlamento e tanto meno a Palazzo Chigi.
    Avete detto: «Lo Stato siamo noi». Avete svegliato in Italia una cittadinanza che vuole essere attiva e contare, non più delegando ai partiti tradizionali le proprie aspirazioni. Vale per voi, per noi tutti, la parola con cui questa cittadinanza attiva si è alzata e ha cominciato a camminare, nell’era Berlusconi: «Se non ora, quando?»

    Remo Bodei
     
    Roberta De Monticelli 
    Tomaso Montanari 
    Antonio Padoa-Schioppa 
    Salvatore Settis 
    Barbara Spinelli 

    venerdì 8 marzo 2013

    DIMISSIONI IRREVOCABILI DA CAPOGRUPPO CONSILIARE IMPEGNO CIVICO PER BARZANO'


    ritengo opportuno nonchè doveroso invitare il gruppo di Impegno civico a designare quanto prima un nuovo capogruppo / da parte mia continuerò l'attività come consigliere semplice, perchè ritengo che in questo momento il contributo che posso dare al gruppo non sia operativo ma di mera vigilanza sugli atti e le proposte che passano in consiglio nonchè di iniziativa

    io credo ancora oggi nel programma di Impegno Civico, penso però sia opportuni ritrovare la grinta e lo spirito del dopo elezioni. Siccome io al momento questa grinta l'ho persa (e al suo posto è subentrata una incazzatura perenne col mondo) ma non voglio mollare - semplicemente perchè credo umilmente di poter dare qualche minimo contributo al paese - chiedo a qualcun altro di prendere le redini del gruppo. 

    Le mie dimissioni dal ruolo sono irrevocabili.



    giovedì 28 febbraio 2013

    DIRETTIVO NAZIONALE DI FARE

    non ho ancora commentato quanto successo in direzione nazionale l'altro giorno. Confesso lo spettacolo non è stato dei migliori. Abbiamo rischiato di far saltare un progetto che è stato in grado di ridare speranza a una fetta ancora piccola ma comunque significativa di cittadini italiani. Abbiamo iniziato a porre le premesse per un serio movimento di ispirazione liberale capace di formulare proposte concrete e realizzabili. Abbiamo avuto qualche piccolo incidente di ripercorso ma ci siamo rialzati, Capita, soprattutto in movimenti non gerarchizzati e strutturati. Ora però si deve mantenere la promessa che ci siamo fatti tutti: continuare a operare sul territorio per diffondere le idee liberali e condizionare il dibattito parlamentare con proposte di legge di iniziativa popolare. Non possiamo mollare e dunque si riparta. Sostengo con convinzione la mozione Boldrin e reputo doverosa la remissione delle deleghe annunciato oggi da Silvia Enrico. Ora lasciamo da parte tutto e ripartiamo sempre più uniti attorno ai nostri 10 punti e ai nostri fondatori - perchè senza di loro non si va da nessuna parte, questo mi pare chiaro.

    Le mie dichiarazioni sui risultati elettorali

    Casate Online - Elezioni: amarezza degli esponenti PD, soddisfatti Lega e Pdl nonostante il calo. Risultato deludente per Lombardia Civica

    domenica 17 febbraio 2013

    ELEZIONI 2013


    manca ormai pochissimo alle elezioni. Abbiamo tra le mani una grandissima possibilità. Rinnovare la macchina statale, mandare a casa una classe dirigente che ha fallito e ci ha portato il declino. Non facciamocela scappare ancora. Non lasciamoci ricattare dalla logica del voto utile. Ma quale voto più utile di quello che ci permetterà di mandare a casa quei "cialtroni" (cit. Mario Monti) che fino a ieri ci hanno fatto tante promesse e non ne hanno realizzata neanche una? Oggi il voto utile (rectius il voto intelligente) non è per il Pd nè per il Pdl. E' per le forze politiche nuove, trasparenti, concrete e propositive. FERMARE IL DECLINO è una di queste forze.

    giovedì 24 gennaio 2013

    Citazione del giorno

    "Uno Stato grande abbastanza da darti tutto quello che vuoi, è uno Stato grande abbastanza per toglierti tutto quello che hai" (Barry Goldwater)

    domenica 13 gennaio 2013

    conclusa la raccolta firme per FERMARE IL DECLINO

    Con oggi possiamo ritenere chiusa la raccolta firme nel Meratese per la presentazione delle liste elettorali alle politiche e regionali. Grande affluenza ed entusiasmo della gente venuta a sottoscrivere che - nonostante i sondaggi - fanno sperare in una reale possibilità di cambiare...quantomeno portando in Parlamento una pattuglia di rompicoglioni per dire ogni giorno GIU' LE MANI DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI!

    sabato 12 gennaio 2013

    mie dimissioni da capogruppo consiliare

    In data odierna ho comunicato la mia ferma intenzione di dimettermi da capogruppo di maggioranza del gruppo consiliare Impegno Civico di Barzanò.

    Ritengo di dover proseguire la mia esperienza di consigliere parlando d'ora in poi a titolo personale in quanto non condivido più il metodo di lavoro e l'atteggiamento tenuto dalla maggioranza su talune importanti questioni della vita del paese.

    AGGIORNAMENTO AL 26.01.13 A seguito di chiarimenti interni, in particolare per quel che concerne le questioni di metodo da me sollevate, rimango nel mio ruolo - poichè continuo a condividere il Programma dell'Amministrazione Comunale e intendo continuare a fornire il mio apporto al Comune responsabilmente.