sabato 13 agosto 2016

Io dico (e voto) SI!


Anche se il centrodestra e il mondo liberale sembra compatto per il no, io al referendum costituzionale voterò Sì. Non mi interessa trasformare il quesito refendario in un quesito pro o contro Renzi. Credo che se una riforma è utile vada approvata, provenga essa da destra o sinistra.
Non sono tra quelli che "la Costituzione non si tocca", "la nostra è la costituzione più bella del mondo". Sono realista e pragmatico. La nostra sarà pur stata una bella costituzione, non metto in dubbio che essa è stata il frutto di un ampio dibattito, che essa rispecchia certi nobili principi e valori e soprattutto che fu concepita a seguito dell'esperienza fascista con le sue degenerazioni.

Ma i tempi sono cambiati e la Costituzione italiana non regge più alla prova dei fatti. Il Bicameralismo va sorpassato. Fosse per me avrei addirittura abolito completamente il Senato, ma questo è comunque un primo passo avanti. Attenzione, non voglio essere frainteso. Abolire il Senato non vuol dire rinnegare una storia, disprezzare una istituzione. Significa solo avere il coraggio di un grande cambiamento nell'ottica di maggior semplificazione, snellimento delle procedure, chiarezza verso i cittadini.

Altro errore che si fa nel dibattito sul referendum è quello di mischiare erroneamente la riforma costituzionale con la riforma della legge elettorale. Sono due piani separati. Al referendum non saremo chiamati ad esprimerci anche sulla legge elettorale che resta di competenza esclusivamente del Parlamento e sulla quale eventualmente il Parlamento potrà tornare a pronunciarsi, magari per delle modifiche.

Pur apprezzando la mediazione di Parisi in ordine a una assemblea costituente da istituirsi in caso di vittoria del no, credo che l'occasione per il cambiamento almeno a questo giro non vada sprecata. Questa riforma costituzionale non sarà certo perfetta ma se continuiamo a rimandare non cambieremo mai. Peccato che il mondo attorno a noi cambia velocemente, mentre noi abbiamo ancora un assetto istituzionale non adatto alle trasformazioni già in atto...

venerdì 12 agosto 2016

Le cosce della Boschi e il diritto di satira

Quante polemiche per nulla!

Ma non avete ancora capito come funziona la satira?

Ma avete tutti perso il senso dello humor?

Sempre pronti a gridare al sessismo? 

Ma state sereni, prendevi la vita un po' più alla leggera e.....Politici, pensate ai problemi seri!!!!!


domenica 7 agosto 2016

Quella foto così inopportuna....storia di un Pm e di un avvocato che si incontrano a una festa

Ha suscitato come era prevedibile scalpore e indignazione la foto del pm Merra e dell'Avv. De Cesare in cui si vede lui che finge di baciare i piedi di lei...una goliardata...dovevo pagare pegno...sono un molestatore seriale ma solo alle feste si intende....io l'avvocato non lo conoscevo, l'ho trovato per caso alla festa.

Credo che chi rivesta certi ruoli debba prestare attenzione alle forme e alla propria immagine. Questo vale per l'avv. De Cesare, a maggior ragione deve valere per il Pm Merra.

Il Magistrato ricopre una funzione pubblica di una certa rilevanza, rappresenta nelle aule di giustizia lo Stato. Ci si aspetterebbe pertanto dal magistrato anche nella vita privata un po' di rigore. Non dico una vita monacale, ma quantomeno di salvaguardare le apparenze.

Oggi ai tempi dei social tutto quello che si mette in circolo ci sfugge di controllo, non lo possiamo dominare. Sarebbe pertanto opportuno, specie se si rivestono certi ruoli, un minimo di cautela in più.


lunedì 1 agosto 2016

Con Parisi, per la ricostruzione del Centrodestra

Credo Stefano Parisi abbia le carte in regola per coordinare la rinascita del centro-destra.
In tempi non sospetti mi ero già espresso a favore del Modello Milano. Nonostante la sconfitta come candidato sindaco, Parisi ha creato un progetto interessante e ha dimostrato buone doti non solo manageriali ma anche come politico.
Seguo quindi con molta attenzione gli sviluppi nel cantiere centro-destra. L'unico punto di contrarietà è la campagna per il NO al referendum costituzionale. Per il resto credo si sia nella direzione giusta, verso un centrodestra liberal-popolare.

venerdì 22 luglio 2016

Verso le ferie....


Si avvicinano le sempre più desiderate ferie.

La stanchezza si fa sentire, è stato un anno ben movimentato, ricco di soddisfazioni personali e professionali, un anno di crescita e di duro lavoro.

Le soddisfazioni pian piano stanno arrivando ma negli ultimi giorni la stanchezza sta prendendo il sopravvento.

Qualche settimana di stop per ripartire rigenerati e con nuovi progetti.

domenica 26 giugno 2016

Avvocati gente infelice?

Circolano in questi giorni su internet notizie allarmanti:

http://www.studiocataldi.it/articoli/22531-l-infelicita-degli-avvocati-e-come-risolverla.asp

http://www.studiocataldi.it/articoli/22487-un-terzo-degli-avvocati-ha-problemi-con-l-alcol-e-il-28-percento-soffre-di-depressione-colpa-dello-stress.asp

Gli avvocati sarebbero persone infelici, facilmente tendenti alla depressione e in molti casi attratti dall'alcool. Che squallida immagine!

Ma al di là della notizia che ovviamente ha fatto il giro dei gruppi facebook, occorre fare una seria riflessione.

Certo, per come descritta, la questione è un po' portata all'esasperazione però....ci sono degli aspetti su cui vale la pena soffermarsi. Io stesso come avvocato faccio una auto-analisi.

Cito alcuni passi del primo articolo sopra menzionato:

Orari ed attese stressanti, carichi di lavoro spesso inumani, regole procedurali rigide che espongono al continuo rischio di errori e conseguenti responsabilità: a fronte di tutto questo, trovare un equilibrio tra la propria vita privata e quella lavorativa è sostanzialmente impossibile.

Vero che siamo sottoposti ad attese stressanti, vero che il carico di lavoro spesso è gravoso, specie come nel mio caso se sei da solo a portare avanti lo studio, vero che ahinoi le regole del gioco sono sempre più rigide e complicate e di sbagliare, incolpevolmente, può capitare, con tutte le possibili conseguenze e dunque il sorgere di responsabilità che ben il cliente potrebbe invocare contro di noi e dalle quali dobbiamo tutelarci.

E' ovvio che tutto ciò influisca sulla vita privata nella misura in cui il nostro è un lavoro totalizzante, nel quale non esiste l'orario d'ufficio e nel quale non hai un superiore che si assume responsabilità al posto tuo, L'altro giorno ero in trasferta a Genova e ne ho approfittato per un pomeriggio al mare: beh non me lo sono goduto fino in fondo, la mia testa era comunque sul lavoro. Perchè del resto questo lavoro lo amo, lo faccio con passione, è una sorta di missione.

Risolvere i problemi relativi all'equilibrio vita-lavoro è complesso e richiede grandi, grandissimi sforzi. E dato che gli avvocati non hanno datori di lavoro non si può far altro che contare su se stessi.


Provare qualche volta a guardare con occhi diversi la realtà che è fuori dalle aule dei tribunali, può aiutare a scoprire che c'è un mondo fatto di persone, di emozioni, di affetti a cui non si può rinunciare.

Sacrosanta verità. Condivido e sottoscrivo.



Forse non tutti sanno che le percentuali di divorzio o separazione nelle coppie in cui almeno uno dei due è avvocato sono molto oltre la media: l'impossibilità di bilanciare lavoro e tempo libero da dedicare a sé stessi e alla propria famiglia provoca, alla lunga, fratture insanabili.

Vabbè prima di commentare questo pezzo magari, dovrei prima trovare qualche spirito nobile che abbia voglia di sopportarmi;)





domenica 19 giugno 2016

La Libera Professione

Non cambierei mai il mio status di libero professionista.

Il posto fisso, la routine, la vita "tranquilla" non fanno per me.

Amo avere un'agenda sempre variabile, amo diversificare in quello che faccio, mi piace sperimentare.

La contropartita sono maggiori rischi e responsabilità, ma fanno parte del gioco.

Ed è un gioco che, a mio avviso, vale la pena giocare.


venerdì 29 aprile 2016

domenica 10 aprile 2016

Passera si ritira e appoggia Parisi: saggia scelta!

Corrado Passera si ritira e saggiamente appoggia Stefano Parisi. Una scelta di buon senso che porta inevitabilmente a una riflessione.La competizione elettorale ormai si riduce a due/tre grossi schieramenti. La destra, la sinistra e gli anti-sistema. Occorre collocarsi con le proprie idee in uno di questi tre ambiti, senza far proliferare micro-formazioni del tutto irrilevanti. Una bella sana corrente liberal-liberista all'interno di un rinato centrodestra, su questo bisogna lavorare. Sveglia Centrodestra

domenica 3 aprile 2016

Tornando a parlare di Politica


E' da parecchio che ho congelato il mio impegno politico, non per mancanza di passione e interesse (tutt'altro) ma essenzialmente per mancanza di tempo. Spero quanto prima di potermi nuovamente dedicare a un impegno attivo.


Mi interesso di politica da quando ho 14 anni, del resto, ed è difficile quando si ha una simile passione smettere.


Il mio primo impegno politico è stato in Alleanza Nazionale. Un partito che oggi non c'è più, per scelte poco lungimiranti del suo leader Gianfranco Fini, dal quale devo ammetterlo non mi sarei mai aspetto un così grosso errore di strategia politica. An era la destra liberal-conservatrice che manca oggi all'Italia e che berlusconismo e salvinismo hanno spazzato via. 
An rappresentava una destra seria, moderata ed europea. Forse ancora un po' troppo destra sociale, ma comunque un contenitore politico moderno.

Chiusa l'esperienza con Alleanza Nazionale, ho guardato con scetticismo al Pdl e tutto quello che ne è conseguito in quanto troppo legati alla ingombrante presenza di Berlusconi. Non tolleravo in particolare la politica eccessivamente aggressiva in materia di giustizia. Io, che studiavo da avvocato, e che avevo (come ho tutt'ora) il massimo rispetto per le istituzioni e per le leggi.

Per un po' di anni sono rimasti senza occuparmi della cosa pubblica.
Ho ripreso l'impegno attivo a livello locale, con una lista civica. Mi interessava fare progetti, realizzare cose concrete, accantonando le ideologie.

Negli stessi anni si affaccia sul panorama politico italiano una grande novità: Fare per Fermare il declino.

Di ispirazione liberale e liberista ma estremamente pragmatica. Un movimento, non un partito. Delle proposte concrete, 10 punti programmatici, numeri e ricette concrete. Vi ho aderito con entusiasmo.
Sono rimasto in Fare fino alla fine, purtroppo l'esperienza del movimento si è conclusa.




Fare mi ha permesso di capire e approfondire molte cose. In particolare che la vera ricetta non è più Stato ma meno Stato. Di qui l'inevitabile impegno a favore di un partito e un movimento che coerentemente si ponevano quale naturale prosecuzione del mio impegno in Fare: il PLI (che dava spazio al mio essere liberale) e il Tea Party (che appieno rispecchiava la mia sempre più convinta natura di liberista).


E oggi?

Al momento non ho ancora rinnovato la tessera al PLI. Ho sospeso la partecipazione attiva, come già detto, alle iniziative di questo o quel movimento.

Guardo con curiosità a quel che bolle in pentola. Il centrodestra è un cantiere aperto, in cerca di un'anima e di un leader. Ci sono delle esperienze positive da cui partire, es. il modello ligure o il modello Milano con Parisi.

Ci sono esperienze negative purtroppo, come ad esempio il caso Roma.

Riuscirà il centrodestra a risollevarsi?